Tempi Moderni

I film del 1996


BOUND-TORBIDO INGANNO
(BOUND)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia e sceneggiatura: Larry Wachowski, Andy Wachowski
Fotografia: Bill Pope
Montaggio: Zach Staenberg
Scenografia: Eve Cauley
Costumi: Lizzy Gardiner
Musica: Don Davis
Prodotto da: Andrew Lazar, Stuart Boros
(Usa, 1996)
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica: MEDUSA
Distribuzione home video: MEDUSA

PERSONAGGI E INTERPRETI

Violet : Jennifer Tilly
Corky: Gina Gershon
Caesar: Joe Pantoliano
Shelley: Barry Kivel

bound.jpg (11361 bytes)"La macchia non è un bosco sacro", ebbe a scrivere un tempo il mai troppo citato Adorno: allo stesso modo, la triade sangue/sesso/stile non fa, necessariamente, Tarantino, e neppure la fraterna consanguineità produce d'obbligo altri Cohen Brothers.
Considerazioni ovvie, forse, ma da ribadire di fronte all'orrido pasticcio di "Bound" (qui da noi, per colmar la misura, in uscita col risibile titolo "Torbido inganno "), presunto noir a tinte iperfosche dove la coppia di amanti diabolici che progetta l'eliminazione di un ingombrante marito è - unica trovata, neanche originale - interamente di segno muliebre (donde la strombazzatissima scena di erotismo saffico, messa lì per épater le bourgeois e cercar di raccattare spettatori boccaloni).
I Wachowski - che hanno peraltro dichiarato di avere come punto di riferimento addirittura Billy Wilder, poco amando i succitati Cohen e Tarantino - neppure provano a metter su una storia, disegnando psicologie e dando consequenzialità ai fatti: preferiscono, in luogo, allestire deliranti siparietti all'insegna d'una ferocia tanto efferata quanto innecessaria, invano sperando che l'eccesso si tramuti in stile. Purtroppo privo di quella percentuale di ironia che poteva riscattar la materia (altro che Elmore Leonard, qui siamo al più dalle parti dell'autarchico e detestabile Claudio Camarca), "Bound" procede senza sussulti fino all'improbabile lieto fine: l'atipico immoralismo del quale è la sola cosa che susciti simpatia in una pellicola dove nemmeno gli attori - dalla legnosa Gina Gershon alla manierata Jennifer Tilly, passando per il survoltato Joe Pantoliano - riescono ad alleggerire il gravame d'una deteriore scaltrezza elevata a metodo.

Francesco Troiano