BLUE IN THE
FACECAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Wayne Wang e Paul Auster
Situazioni create da: Wayne Wang e Paul Auster assieme agli attori
Fotografia: Adam Holender
Musiche: John Lurie, con Calvin Weston e Billy Martin
(Usa, 1995)
Durata: 8O'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI HOME VIDEO
PROTAGONISTI
Lou Reed, Michael J.Fox, Roseanne,
Mel Gorham, Jim Jarmusch, Lily Tomlin,
Jared Harris, Giancarlo Esposito, Malik Yoba,
Jose Zuniga, Mira Sorvino, Harvey Keitel ed altri



Nella primavera del 1994,
il regista Wayne Wang ed il romanziere Paul Auster si riuniscono a Brooklyn con un nutrito
cast per girare "Smoke".
Frutto di un lungo e laborioso lavoro da parte di Wang ed Auster, esso conteneva una gran
varietà di personaggi: uomini e donne, bianchi e neri, ispanici, gente presa dalla strada
e professionisti. Man mano che la sceneggiatura prendeva forma, e dipoi quando si
cominciò a girare, risultò chiaro che quel composito ed eterogeneo gruppo stava
assumendo delle caratteristiche peculiari, indipendentemente dal copione. Non volendo
porre limiti a quanto loro stessi avevano contribuito a creare, Wang ed Auster proposero
ai produttori un'idea fuori dal comune: perché, una volta completata la lavorazione , non
rimanere sul set con gli attori ancora disponibili e dar vita, in poco tempo e con poca
spesa, ad un secondo film utilizzando il materiale , le situazioni e gli spunti che Smoke
aveva ispirato, ma non poteva contenere?
Ecco spiegata la genesi di "Blue in the face", 8O minuti di libera e felice
improvvisazione: scenette, interviste semiserie, intermezzi musicali, piccole storie
sciorinate come in una jam-session, senza alcun filo conduttore diverso dal divertimento.
Concepito per esser visto assieme allo speculare "Smoke" (presentarli separati
è un'assurdità della distribuzione italiana: gli spettatori vi pongano rimedio con i
propri mezzi), il film è un gioiellino di grazia, humour, leggerezza, godibilità: un
salutare antidoto rispetto alle sostanze tossiche circolate nelle sale all'ombra
dell'albero di Natale.
Francesco
Troiano