RAGAZZE A
BEVERLY HILLS
(CLUELESS)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Amy Heckerling
Soggetto e Sceneggiatura: Amy Heckerling
Fotografia: Bill Pope
Montaggio: Debra Chiate
Musica: David Kitay
Scenografia: Steven Jordan
Produttori: Scott Rudin, Robert Lawrence
(USA, 1996)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: UIP
Distribuzione home video: CIC VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Cher: Alicia Silverstone
Dionne: Stacey Dash
Tai: Brittany Murphy
Josh: Paul Rodd
Murray: Donald Faison
Travis: Breckin Meyer
Elton: Jeremy Sisto
Christian: Justin Walker
Amber: Elisa Donovan
Mr. Hall: Wallace Shawn

"Ragazze a Beverly Hills" il cui titolo originale
"Clueless" significa letteralmente, senza tracce, senza intenzioni, e'
emblematico della scuola di pensiero attuale del cinema statunitense. Una storia del tutto
insignificante che viene pero' realizzata in modo quasi impeccabile ed anche divertente da
un punto di vista formale.
Si tratta di una commedia sentimentale che ha come protagonista Cher (Alicia Silverstone),
una sedicenne molto ricca, bella e molto superficiale la cui aspirazione nella vita, oltre
all'ossessiva cura della propria immagine e' quella di fare felici gli altri, manipolando
la realta' a proprio piacimento. Immersa in un mondo fatto di futili ed esagerate
ricchezze, passa da una serie di successi ad una piu' fitta serie di sconfitte che la
porteranno a rendersi conto che i suoi sogni di onnipotenza non sono realizzabili e che
forse (ma questo e' soltanto accennato) c'e' qualcosa di piu' importante di un nuovo paio
di scarpe alla moda.
Siamo di fronte ad una sorta di rappresentazione sociologica di una minuscola fetta di
mondo che e' Beverly Hills. Per chi non conosce e non frequenta quel mondo, cioe' per il
mondo intero, questo filmetto non puo' rappresentare altro che una specie di visita
metaforica ad uno zoo esotico. Se anche e' vero che per apprezzare un film non e'
necessario conoscere l'ambiente in cui questo si svolge, č necessario perņ poter
decifrare i significati piu' generali, di carattere esistenziale e morale.
Cher e le sue amichette sono come gli oggetti che vanno ad ammirare nelle vetrine dei vari
Ralph Lauren, Valentino e company. Sono profondamente inanimate, fastidiosamente alla moda
e sopratutto non hanno alcuna coscienza di se stesse. E questa signora regista ci vuole
portare a vedere il suo film divertito e compiacente sperando che ci identifichiamo con le
sue bambolette?
Pensa
veramente che dopo un'ora e mezza di film, quando la 'povera' e disillusa Cher scopre che
la vita vale un po' di piu' di un paio di scarpe alla moda, noi poveri spettatori saremo
gratificati da questa morale spicciola e banale? Non ci crediamo a questa presunta
redenzione, pensiamo che sia solo un modo efficace per mettersi a posto la coscienza.
Senza prendere una posizione critica riguardo al folle e surreale ambiente che racconta,
con un'ironia alla quale non si riesce a credere fino in fondo, la regista Amy Heckerling
ha fatto un film d'elite i cui destinatari (gli unici che possono forse relazionarsi a
questa storia) sono quella minuscola percentuale di privilegiati (ma saranno veramente
fortunati?!) che abitano sulle colline di Beverly Hills.
Sebastiano Tecchio