Tempi Moderni

I film del 1996


EL DIA DE LA BESTIA

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Alex De La Iglesia
Sceneggiatura: Alex De La Iglesia e Jorge Guerricaechevarria
Fotografia: Flavio Martinez Labiano
Musica: Battista Lena
Scenografia: Jose Luis Arrizabalaga e Biaffra
Montaggio: Teresa Font
Prodotto da: Andres Vincente Gomes per IBEROAMERICANA SOGETEL
(SPAGNA, 1995)
Durata: 98'
Distribuzione cinematografica: WARNER BROS
Distribuzione home video: RCS

PERSONAGGI E INTERPRETI

Prete Angel Berriartùa: Alex Angulo
Jose Maria: Santiago Segura
Professor Cavan: Armando De Razza
Rosario: Terele Pavez
Mina: Nathalie Sesena
Susanna: Maria Grazia Cucinotta
Il Produttore Televisivo: Gianni Ippoliti
Sacerdote Anziano: Saturnino Garcia
Nonno Terminale: Pololo
Conferenziere: Daniel Cicare
San Giuseppe zingaro: Jose Colomina
Vergine zingara: Paloma Montera

bestia1.jpg (12972 bytes)La commistione dell'horror più estremo alla commedia nasce agli inizi degli anni '80 e, da allora, ha generato non pochi mostri filmici. L'originalità iniziale di certe trovate è stata lentamente annacquata nella banale ripetitività di situazioni poco sentite dagli autori e basate esclusivamente sulla quantità della domanda. Ibridi di difficile collocazione (come, ad esempio, il recente "Vampiro a Brooklin") sono però affiancati da film di indubbia originalità e creatività, che usano i contrasti delle differenze narrative per mettere in scena rappresentazioni anarcoidi e oltraggiose capaci, se non altro, di stimolare il senso critico dello spettatore. Stiamo parlando di registi dell'estremo come Tobe Hooper o Peter Jackson, ai quali possiamo ora tranquillamente affiancare l'iberico Alex De La Iglesia.
Pupillo e seguace di Almodovar, il regista ha in comune col suo mentore la sfacciata propensione verso il grottesco e il cattivo gusto, unita ad un piacere quasi perverso nell'infrangere i pochi tabù rimasti (vedere, ad esempio, la straordinaria figura del "nonno terminale" ne "El Dia De La Bestia"). Già visto sugli schermi italiani con un opera ancora più feroce e disturbante quale "Azione Mutante" (che è, lo sottolineiamo, posteriore al film di cui si parla), De La Iglesia con "El Dia De La Bestia" è riuscito a confezionare un prodotto realmente atipico, da cui gli spettatori allergici al cinismo farebbero bene ad astenersi. Non sempre perfettamente equilibrato nel restituire tutte le possibili sfumature comuni alla risata e al raccapriccio, il regista sconta il fio dell'impudica sincerità insita nella messa in scena delle sue storie, in ciò anche svantaggiato da un lancio pubblicitario totalmente fuorviante che dà ad intendere allo spettatore che assisterà ad una sorta di versione moderna di "Gianni e Pinotto contro Frankenstein". In realtà si tratta di un film inquietante, un horror a tutti gli effetti, di tale forza evocativa nei suoi passaggi più spaventosi da offuscare i tratti divertenti che pure non mancano.
bestia2.jpg (8229 bytes)La surreale storia ha per protagonista un prete, teologo ed esegeta, che analizzando l'Apocalisse di San Giovanni, scopre che l'anticristo verrà alla luce a Madrid nella notte di Natale del 1995. L'unica cosa che il prete non sa è il luogo preciso in cui avverrà il nefasto evento e, per scoprirlo, decide di dedicarsi al male ed evocare il demonio per costringerlo a rivelarglielo. La parte riguardante la novella carriera da delinquente del prete è senza dubbio gustosa, con situazioni di estrema perfidia addolcite dallo sguardo mesto del piccolo uomo calvo, malaticcio e dall'aria perennemente spaesata (interpretato dall'ottimo Alex Angulo). Nella sua ricerca sarà aiutato da Jose Maria (Santiago Segura) un giovane metallaro, moderna versione del donchisciottesco Sancho Panza, e dal mago Cavan (un sorprendentemente convincente Armando De Razza), truffatore da due soldi che il prete ritiene latore della conoscenza necessaria per effettuare l'invocazione satanica.
Le situazioni che scaturiranno dall'unione di personaggi tanto improbabili saranno sì caratterizzate da una forte vena di umorismo ma, spesso, sfoceranno in una realistica e inquietante rappresentazione del male, il tutto sullo sfondo di una Madrid da incubo, devastata dall'indifferenza e dalla violenza, dove conta più possedere un televisore che parlare con il prossimo. In due parti minori troviamo il presentatore televisivo Gianni Ippoliti nel ruolo del produttore del mago Cavan, la cui prestazione può solo definirsi dilettantesca, ed una Maria Grazia Cucinotta agli esordi che forse vorrebbe dimenticare questo imbarazzante capitolo della sua nascente carriera di attrice. La sensazione che forte permane sullo spettatore è che il fallimento del film (perché, malgrado il coraggio e l'originalità, non è un film riuscito) sia dovuto essenzialmente alla smania del regista di far convivere pacificamente fra loro due generi tanto diversi. Dopo un finale horror a tinte molto forti, dove non si lesinano effetti speciali e di fotografia di buona realizzazione, il film ha un epilogo buonista da commedia classica che risulta quantomeno stonato se paragonato all'allarmante pessimismo che lo ha preceduto. La stessa cosa vale per il resto dell'opera anche se, molto spesso, il disorientamento dello spettatore è mitigato dal veloce inserimento di diverse situazioni e contesti narrativi. Non aspettatevi molto ma, sicuramente, tenetevi pronti per qualcosa di diverso.

Luigi De Angelis