BAMBOLACAST
TECNICO ARTISTICO
Regia: Bigas Luna
Sceneggiatura: Cesare Frugoni, Bigas Luna
Dal soggetto originale: "Per uccidere Mina" di Cesare Frugoni
Fotografia: Fabio Conversi
Musica: Lucio Dalla
Scenografia: Walter Caprara
Costumi: Merceds Gutierrez
Montaggio: Gianfranco Amicucci
Prodotto da: Marco Poccioni, Marco Valsania
(Italia, Francia, Spagna, 1996)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: MEDUSA
Distribuzione cinematografica: MEDUSA
PERSONAGGI E INTEPRETI
Bambola: Valeria Marini
Flavio: Stefano Dionisi
Furio: Jorge Perugorria
Settimio: Manuel Bandera
Ugo: Antonino Iuorio
Mamma Gret: Anita Ekberg
Bigas Luna è un regista che ci tiene a farci conoscere le sue ossessioni: gli
oggetti, i corpi, gli odori, il cibo. Lo fa dal 1977 ("La chiamavano Bilbao"),
all'inizio con buoni risultati, da qualche tempo (da quando lo hanno cominciato a chiamare
maestro? ) riproponendo continuamente le solite cose. Insomma Bigas Luna fa Bigas Luna e
ogni tanto, addirittura, fellineggia.
Tutto questo per introdurre "Bambola", perché tutto questo, e anche di più,
succede in "Bambola". La quale in verità si chiama Mina, ma quando le fischiano
da dietro (e lo fanno spesso) è per tutti Bambola. La madre è Anita Ekberg, una donna
forte che muore presto in un incidente grottesco. Il fratello Flavio, interpretato da
Stefano Dionisi - l'unico che si salva tra gli attori - , ha i capelli tinti ed è
omosessuale; è lui a convincere Bambola ad aprire una pizzeria con l'aiuto dell'amico
Ugo, un bancario obeso. Questi muore dopo una lotta con Settimio, un bellissimo ragazzo
che flirta con Bambola. Quando i due fratelli si recano in carcere per vedere Settimio,
fanno finalmente la conoscenza di Furio, detto anche "la bestia innamorata"
l'altro protagonista del film.
A questo punto il film - è passata più di mezz'ora - ha già annoiato a sufficienza, ma
continua anche peggio con il noto repertorio di anguille e altre amenità. Verrebbe voglia
di recuperare il film nella categoria del "trash"; in tal modo si spiegherebbero
benissimo battute come: "Io volevo un uomo con l'anima" pronunciata
impeccabilmente dalla Marini, la disgustosa bestia e poi un certo sadismo di Luna nei
confronti della Marini. Ma non c'è coerenza, nè coscienza nemmeno per questo.
Alfonso
Iuliano