ANGELI
PERDUTICAST TECNICO ARTISTICO
Regia e sceneggiatura: Wong Kar-Wai
Fotografia: Christopher Doyle
Musica: Frankie Chan, Roel A. Garcia
Scenografia: William Chang
(Hong Kong, 1995)
Durata: 95'
Distribuzione cinematografica: COLUMBIA PICTURES per BIM
Distribuzione home video: MONDADORI
PERSONAGGI E INTERPRETI
Killer: Leon Lai Ming
Ho: Takeshi Kaneshiro
Charlie: Charlie Young
Agent: Michele Reis
Punkie: Karen Mok



Agent
è una procacciatrice di contratti, Killer colui che li esegue: il lavoro procede spedito,
ma il sicario comincia ad avere dei dubbi sul proprio codice professionale.
Decide di andarsene, lasciando alla donna - in luogo d'una lettera di commiato, o di
dimissioni - un gettone nel loro vecchio luogo d'appuntamento, un bar: poi parte con
Punkie, senza una meta precisa..
Conta poco, la trama, in un film come "Angeli perduti": non diversamente da
quanto avveniva nel recente e bellissimo "Hong Kong Express", qui è il tono a
far la canzone.
Il cinema di Wong Kar-Wai metabolizza, in travolgente figura d'ossimoro, Antonioni e John
Woo, Godard e Jean-Pierre Melville: grandangolo, ralenti, macchina a mano vengono
adoperati con una padronanza stilistica ed una efficacia narrativa tali da lasciar
storditi e stupefatti, empito romantico e colorismo barocco s'intrecciano e s'impastano in
un risultato di miracoloso equilibrio complessivo.
I personaggi, le loro vite, la solitudine che provano (memorabile la sequenza in cui
Michele Reis, abbracciata ad un juke-box Wurlitzer, ascolta una canzone di Laurie Anderson
con la sigaretta che lentamente le si consuma tra le dita) vengono descritti con minuta
lucidità: non diversamente dal luogo che le ospita, una Hong-Kong fantasmatica illuminata
dal neon e deserta persino nei Mac Donald's.
Attori straordinari, contributi tecnici di prim'ordine (su tutti, la fotografia di
Christopher Doyle) completano la resa d'una pellicola memorabile, certamente tra le
migliori di una stagione avara di grandi cose.
Francesco
Troiano