AMICHE PER
SEMPRE
(NOW and THEN)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Lesli Link Glatter
Sceneggiatura: Marlene King
Fotografia: Ueli Steiger
Montaggio: Jacqueline Cambas
Scenografia: Gershon Ginsburg, Anne Kuljian
Costumi: Deena Appel
Musica: Cliff Eidelman
Produttore: Suzanne Todd, Demi Moore
(USA, 1996)
Durata: 103'
Distribuzione cinematografica: WARNER BROS per CECCHIGORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI
PERSONAGGI E INTERPRETI
Roberta: Christina Ricci e Rosie O'Donnell
Teeny: Thora Birch e Melanie Griffith
Samantha: Gaby Hoffmann e Demi Moore
Chrissy: Ashleigh Aston Moore e Rita Wilson
Angela Albertson: Willa Glen
Mrs. Dewitt: Bonnie Hunt

Le alchimie che vanno intrecciandosi e formandosi nel corso della preparazione
di un film, dalla sceneggiatura, fino alla distribuzione delle copie definitive, sono
regolate da principi non di certo matematici e dogmatici, ma che sicuramente posseggono
una logica, la quale non ha nulla a che fare con la casualita'. Intendiamoci, possono
esistere dei casi nei quali elementi del tutto casuali hanno generato film di buon
livello, ma mai e poi mai un capolavoro puo' essere tale in virtu' del caso.
Ed e' probabilmente la casualita', l'approssimazione, ad avere minato "Amiche per
sempre", film che riesce ad emozionare e a divertire per un'ora e quaranta e poi, nel
giro di cinque minuti, con uno dei finali piu' retorici e melensi che la storia del cinema
conosca, non solo delude lo spettatore, ma annulla tutto quanto si era visto e sentito
fino ad allora. Non credete ai manifesti bugiardi affissi sui muri delle nostre citta'. Se
il vostro desiderio e' quello di vedere Demi Moore e Melanie Griffith, rimarrete
profondamente delusi. Infatti le due star appaiono per soli cinque minuti all'inizio del
film ed alla fine.
In realta', "Amiche per sempre" narra la storia di quattro amiche che si
ritrovano dopo tanti anni e che ricordano insieme un'estate agli inizi degli anni settanta
durante la quale, appena adolescenti, incominciarono a prendere coscienza della realta'.
La storia che viene raccontata e' insieme poetica ed emozionante. Veniamo coinvolti in un
mondo che, seppure distante anni luce dalla nostra cultura mediterranea, e' impressionante
per quanto riesce a farci rivivere la nostra infanzia. Ritroviamo la grande spontaneita' e
la naturalezza del vivere, i grandi sogni, la scoperta del corpo e della sessualita', la
curiosita' e la paura del mistero, la forza dell'amicizia, ed anche le prime delusioni sul
mondo, sull'infallibilita' degli adulti, dei genitori, le prime domande esistenziali.
Tutto questo scritto in maniera originale, al di fuori dei cliche' sull'adolescenza e
messo in scena con delicatezza e sapienza da Lesli Link Glatter che ha saputo dirigere in
modo straordinario le quattro giovani attrici.
Ma
come dicevo, questo 'viaggio' viene bruscamente interrotto dal finale. Con una retorica
tutta americana le quattro amiche ritrovate, ritornano nella loro casetta sull'albero e
incominciano a tirare le somme, a raccontarci in modo non solo sbrigativo, ma anche
superficiale, la morale della storia. Quello che fino ad un attimo prima era rimasto
nell'intimo dello spettatore, quello a cui non c'e' bisogno di dare spiegazioni, viene
brutalmente e grossolanamente razionalizzato e dunque banalizzato. La poesia del film
viene sostituita dalla retorica dei buoni sentimenti, dal cliche' del finale a lieto fine
che non ha una ragion d'essere. Credo non ci sia nulla di peggio nel cinema che il dare
delle emozioni allo spettatore per poi sottrargliele appesantendole con la morale. E' un
tradimento. Ed e' ovvio che nessun autore tradisce se stesso ed il pubblico
intenzionalmente, ma solo per approssimazione.
Casualmente.
Sebastiano Tecchio