Tempi Moderni

I film del 1996


ALBATROSS - OLTRE LA TEMPESTA

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura: Todd Robinson
Fotografia: Hugh Johnson
Montaggio: Gerry Hambling
Scenografia: Peter J. Hampton, Leslie Tomkins
Costumi: Judianna Makovsky
Musica: Jeff Rona
Produttori: Mimi Polk Gitlin, Rocky Lang
(USA, 1996)
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Sheldon "Skipper": Jeff Bridges
Dr. Alice Sheldon: Caroline Goodall
McRea: John Savage
Chuck Gieg: Scott Wolf
Franck Beaumont: Jeremy Sisto
Gil Martin: Ryan Philippe
Robert March: David Lascher
Dean Preston: Eric Micheal Cole

alba1.jpg (12336 bytes)Nell'autunno del 1960, per tredici giovani ammessi in qualità di studenti alla Ocean Academy, una scuola di formazione alla navigazione a vela, iniziava un'avventura che avrebbe cambiato per sempre la loro vita. Oltre a seguire un duro corso di studi, era infatti previsto che essi passassero un anno in mare, quale equipaggio del brigantino "Albatross".
Nel corso del viaggio, esplorando i misteri dei Caraibi e del Pacifico Meridionale, i ragazzi furono costretti dalla durezza e l'eccezionalità della situazione a lasciarsi alle spalle l'adolescenza. Ma quando la nave-scuola era ormai sulla strada del ritorno, venne investita da un'onda anomala che nel giro di pochi minuti ne causò l'affondamento e la morte di quattro studenti e di due membri dell'equipaggio. I sopravvissuti vennero tratti in salvo dalle acque dopo due giorni, ma dovettero poi affrontare il destino del difficile ed enigmatico skipper della nave, Christopher Sheldon, un uomo duro e saggio, che fu accusato dalle autorità di essere stato il solo responsabile della tragedia.
Questa e' la storia realmente accaduta che Ridley Scott racconta in "Albatross - Oltre la Tempesta". La sceneggiatura di Todd Robinson sceglie il punto di vista di uno dei ragazzi, Chuck Gieg, (Scott Wolf), uno dei sopravvissuti alla tempesta, che nel corso dell'anno subisce un profondo e radicale cambiamento: quello del ragazzo che grazie ad una esperienza estrema diventa un uomo. Questa scelta, di per se non sbagliata, finisce tuttavia per costituire il fondamento per la pessima riuscita di questo film. Ridley Scott cade infatti nella trappola dei buoni sentimenti. Della storia originale conserva unicamente la struttura, sminuendone la forza intrinseca a favore di uno stile ingiustificatamente patinato a supporto di una visione retorica e mitizzata della vita.
alba2.jpg (11747 bytes)In un atmosfera che tradisce le origini pubblicitarie di Ridley Scott, con un'attenzione esagerata all'aspetto estetico sia dei personaggi sia delle ambientazioni, "Albatross - Oltre La Tempesta" è confezionato fin troppo bene da un punto di vista formale, ma i suoi personaggi sono tutti delle macchiette che ricoprono degli stereotipi poco interessanti. A partire dalla figura dello Skipper Sheldon (Jeff Bridges), l'uomo tutto d'un pezzo, severo ma savio, che sembra un ricettacolo di frasi fatte e di sguardi fulminanti, passando per il Professore McRea (John Savage), l'eccentrico insegnante di letteratura che non fa altro dall'inizio alla fine del film che ululare ai quattro venti passaggi di Conrad e di Shakespeare, fino ai tredici studenti, che sembrano usciti più da qualche film degli anni sessanta che dalla realtà, non c'è un personaggio che si possa definire vero, tridimensionale.
Questa visione eccessivamente romantica del passato è il tallone d'Achille di Ridley Scott. Viene spontaneo domandarsi come sia possibile che questo regista quando ha trattato storie di fantascienza ("Alien", "Blade Runner") sia riuscito a farlo in modo estremamente reale, conferendo ai suoi film una credibilità ed una forza che raramente la fantascienza riesce a restituire al pubblico, mentre quando racconta delle storie ambientate nel passato o nel presente ("1492 la conquista del paradiso", "Black Rain"), i suoi film sembrano dei grandi contenitori di fumo, più vicini ad una visione pubblicitaria che non cinematografica della vita.

Sebastiano Tecchio