Tempi Moderni

I film del 1996


TRE VITE E UNA SOLA MORTE
(TROIS VIES ET UNE SEUL MORT)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Raul Ruiz
Sceneggiatura e dialoghi: Raul Ruiz, Pascal Bonitzer
Fotografia: Laurent Machuel
Montaggio: Rodolfo Wedeless
(Francia/Portogallo, 1996)
Durata: 123'
Distribuzione cinematografica: MIKADO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Matteo Strano: Marcello Mastroianni
Tania: Anna Galiena
Maria: Marisa Paredes
Cécile: Chiara Mastroianni

3vite1.jpg (11615 bytes)Assai poco è noto allo spettatore italiano Raul Ruiz: nulla da lui firmato è giunto nelle sale cinematografiche nostrane, epperciò la conoscenza della sua opera è stata sino ad oggi riservata al popolo dei frequentatori di cinefestival.
Eppure il Nostro è cineasta di lungo corso: cileno di nascita, cosmopolita per vocazione (e per necessità, visto l'esilio forzoso subìto all'epoca del regime di Pinochet), egli ha debuttato nel lungometraggio nel 1967 con "El tango del viudo" ed ha raggiunto la notorietà l'anno successivo con "Tres tristes tigres", brillante adattamento dell'omonimo romanzo di Guillermo Cabrera Infante e feroce ritratto della borghesia indigena.
3vite2.jpg (11867 bytes)Artista tanto prolifico quanto diseguale nei risultati (il suo capolavoro resta probabilmente "Le tre corone del marinaio", fantasmagoria barocca ispirata a "Le mille e una notte"), egli conferma ora con questo "Tre vite e una sola morte" le coordinate del proprio talento: aduso ad alternar l'eccelso ed il banale, mescolando Borges a Bioy Casares, Cortazar a Silvina Ocampo, sberleffi surrealisti (mutuati dal Bunuel de "Il fascino discreto della borghesia" e di "Quell'oscuro oggetto del desiderio") a preziosismi iperbolici ed oscurità asignificanti.
Benissimo interpretato da Marcello Mastroianni, suggestivo nella tessitura fantastica di alcuni episodi (segnatamente il secondo, quello del professore/barbone), il film finisce però per disperdersi in una congerie di innecessarie annotazioni a margine e per autosoffocarsi nella camicia di Nesso d'una esasperante lentezza espositiva: risulta, alla fine, bizzarro ed anomalo, ma troppo pretenzioso per rivelarsi godibile fuori da una ristretta cerchia di aficionados.

Francesco Troiano