Tempi Moderni

I film del 1996


TRE GIORNI PER LA VERITA'
(THE CROSSING GUARD)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Sean Penn
Sceneggiatura: Sean Penn
Fotografia: Vilmos Zsigmond
Montaggio: Jay Cassidy
Scenografia: Michael Haller
Musica: Jack Nitze
Produzione: Seann Penn e David S. Hamburger
(USA,1995)
Durata: 105'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Freddy Gale: Jack Nicholson
John Booth: David Morse
Mary: Anjelica Huston
Jojo: Robin Wright
Heln Booth: Piper Laurie
Stuart Booth: Richard Bradford
Roger: Robbie Robertson

3giorn1.jpg (10398 bytes)Possiamo solo attribuire alla stanchezza provocata dai ritmi frenetici di un festival le stroncature e i fischi che hanno accolto il secondo film di Sean Penn a Venezia nel settembre scorso. Come spiegare altrimenti la cecità della critica nostrana, sempre pronta ad attribuire meriti artistici a qualsiasi prodotto commerciale europeo, di fronte ad uno dei pochi film americani di quest'anno che possa realmente definirsi film d'autore?
Perché "The crossing guard" è un film personalissimo, scritto e realizzato contro tutte le regole estetiche e commerciali hollywoodiane. Prima ancora di suscitare un qualsiasi giudizio sul valore del film, l'atteggiamento autarchico e provocatorio di Sean Penn dovrebbe almeno provocare nel critico quell'attenzione e quel rispetto che egli pretende avere per gli autori che hanno una posizione marginale rispetto all'industria cinematografica dominante. I "Cahiers du cinema", sempre più lucidi dei nostri cronisti cinematografici, non si sono lasciati sfuggire l'occasione ed hanno dedicato al film tutta l"attenzione che meritava.
"The crossing guard" è la storia dell'elaborazione di un lutto. Quello provocato dalla morte del figlio di Freddy Gale (Jack Nicholson) e di Mary (Angelica Huston) investito per la strada da un guidatore ubriaco, John Booth (David Morse). Sono passati cinque anni dall'incidente quando il film inizia, ma il padre del ragazzo e l'uomo che lo ha ucciso non hanno ancora superato il trauma della sua morte. Come il protagonista di "Turista per caso", Freddy Gale è stato lasciato dalla moglie perché non è riuscito ad accettare la morte del figlio, e sfoga il suo dolore nella rabbia. Ha deciso infatti di vendicare la morte del figlio uccidendo l'uomo che lo ha investito non appena uscirà di prigione. Quest'ultimo, dal canto suo, non riesce a liberarsi dal terribile senso di colpa e si comporta come un "Dead man walking". Quando, uscito di prigione, scopre che il padre del ragazzo ha deciso di ucciderlo fra settantadue ore, John Booth non scappa, ma anzi aspetta con impazienza la sua morte come una liberazione. Il film racconta i tre giorni che separano i due uomini dal fatale incontro e la loro rispettiva preparazione all'evento.
3giorn2.jpg (9520 bytes)"The crossing guard" è un film tutto basato sull'attesa della catarsi e sulla sottile suspence che nasce dalla speranza del pubblico di un ravvedimento da parte dei due uomini. Ci si affeziona in effetti a tutte e due grazie alla sensibilità del regista che ce li descrive con un grande senso di compassione. Come il protagonista de "La chambre verte", Freddy Gale e John Booth non possono dimenticare i morti e rifiutano l'idea della vita che deve continuare. Ma il film non si limita ad una constatazione fatalistica dell'impossibilità di vivere. Quando Freddy torna da John Booth per ucciderlo, quest'ultimo si ribella all'idea di morire e cerca di salvarsi. Non si tratta di spirito di conservazione ma di una tardiva presa di coscienza. John Booth si lascia inseguire dal suo boia non per salvarsi la pelle, ma per condurlo al cimitero davanti alla tomba del figlio che il padre si era sempre rifiutato di visitare. Solo in quel luogo potrà avvenire la catarsi, il superamento definitivo del lutto.
Un avvertimento al pubblico: il manifesto pubblicitario del film ci mostra un Jack Nicholson diabolico sullo sfondo dei grattacieli di Manhattan. Seguendo una bizzarra politica distributiva, i Cecchi Gori sembrano aver deciso di lanciare "The crossing guard" presentandolo come un trhiller. In realtà si tratta di un film intimista che si svolge a Los Angeles. Far passare un prodotto per quello che non è non è mai servito a nulla, illude il pubblico, lo irrita e lo deconcentra dal film che si ritrova sullo schermo. E sopratutto non aiuta a guadagnare una lira!

Gianguido Spinelli