L'ESERCITO
DELLE 12 SCIMMIE
(12 MONKEYS)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Terry Gilliam
Sceneggiatura di David Peoples, Janet Peoples
Ispirata al film "La Rampa" (La jetée), scritto da Chris Marker
Fotografia: Roger Pratt
Scenografia: Jeffrey Beecroft
Costumi: Julie Weiss
Musiche: Paul Buckmaster
Prodotto da: Charles Roven
(USA, 1995)
Durata: 128'
Distribuzione cinematografica: UIP
Distribuzione cinematografica: CIC
PERSONAGGI E INTERPRETI
James Cole: Bruce Willis
Jeffrey Goines: Brad Pitt
Kathryn Railly: Madeleine Stowe
Jose: Jon Seda
Young Cole: Joseph Melito



Siamo
nel 2035 e il genere umano sopravvive in un mondo di desolazione totale a causa di
un'epidemia che ha distrutto il novantanove per cento del genere umano. La terra non è
più abitabile e i sopravvissuti vivono nel sottosuolo alla ricerca di un vaccino che
possa sconfiggere il virus e permettere all'uomo di ritornare in superfice. Nella
disperata speranza che le risorse del passato possano servire a recuperare e ricostruire
il futuro, un gruppo di scienziati offre al detenuto James Cole (Bruce Willis)
l'opportunità di essere graziato, a condizione che ritorni indietro nel tempo, nel 1996,
pochi mesi prima dell'esplosione dell'epidemia, e trovi un modo per aiutare il genere
umano prima che l'incubo apocalittico cancelli completamente l'umanità.
Cole accetta e viene catapultato nel passato. Tuttavia i suoi sforzi alla ricerca della
verità lo fanno apparire pazzo ai più e il Nostro viene internato in un manicomio sotto
le cure di Kathryn Railly (Madeleine Stowe), psichiatra e scrittrice. A contatto con
l'affascinante dottoressa, Cole inizia ad avere dei dubbi sulla sua missione. E se tutto
ciò non fosse altro che un parto malato della sua fantasia? Forse è veramente pazzo,
oppure Jeffrey Goines (Brad Pitt), figlio psicolabile di un famoso immunologo è veramente
il capo de "L'esercito delle 12 scimmie", una setta misteriosa che si propone di
liberare il mondo dall'oppressione inquinatrice del genere umano?
Di
più non racconteremo di questa fiaba nera, poiché l'intreccio è talmente complesso che
non vogliamo svelare i molteplici risvolti che il copione di David e Janet Peoples,
ispirato al corto "La rampa" del francese Chris Marker, regala allo spettatore.
La cosa che più colpisce de "L'esercito delle 12 scimmie" è certamente la
messa in scena di Gilliam, già autore nel 1985 dell'osannato "Brazil", film al
quale questo "Esercito" deve davvero molto nella sua impostazione figurativa.
Con un cast notevole e un budget da kolossal, Gilliam sovverte i meccanismi narrativi
tradizionali e costruisce uno spettacolo barocco, inquietante ed amaro, apologo
terrificante di un'umanità che forse non merita neppure di essere salvata.
Tra i tanti pregi di questo film, la fotografia cupa di Roger Pratt, l'atmosfera onirica
della messa in scena, l'interpretazione convincente degli attori, spicca il coraggio di
Gilliam di uscire fuori dagli schemi, di sovvertire le regole, di prendere delle decisioni
che possano sconcertare lo spettatore. Ricco di citazioni cinefile (e a molti non
sfuggirà l'esplicito riferimento alla reincarnazione tratto da "La donna che visse
due volte" di Alfred Hitchcock) "L'esercito delle dodici scimmie" è un
film a scatole cinesi che si presta a diverse intepretazioni e che non propone certezze ma
solo dubbi.
Una cosa è certa: chiunque vedrà questo film difficilmente potrà dimenticare uno dei
finali più angoscianti e commoventi che il cinema americano ci ha offerto in questi anni.
Maurizio
Imbriale