Tempi Moderni

I film del 1995


TRAPPOLA SULLE MONTAGNE ROCCIOSE
(UNDER SIEGE 2)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Geoff Murphy
Sceneggiatura: Richard Hatem, Matt Reeves
Direttore della Fotografia: Robbie Greenberg, A.S.C.
Montaggio: Michael Tronick
Scenografia: Albert Brenner
Costumi: Richard Bruno
Musica: Basil Poledouris
Produttori: Steven Seagal - Arnon Milchan - Steve Perry
(USA 1995)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: WARNER BROS
Distribuzione Home video: WARNER HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Casey Ryback: Steven Seagal
Dane: Eric Bogosian
Penn: Everett McGill
Sarah Ryback: Katherine Heigl
Bobby Zacks: Morris Chestnut
1&degree; mercenario: Peter Greene
Donna mercenaria: Afifi
Ammiraglio Bates: Andy Romano

trappol1.jpg (11204 bytes)Volete passare 2 ore senza pensare a nulla? Potete farlo andando a vedere "Trappola sulle Montagne Rocciose", l'ultimo film d'azione con Steven Seagal.
Sergio Leone diceva che Clint Eastwood come attore aveva due espressioni, una con il sigaro e l'altra senza. Steven Seagal non ha neppure il sigaro, dico io. Comunque funziona in questo film che come tutti i film di serie B, ha se non altro il pregio di essere sincero. E' esattamente quello che dichiara di essere, anche se a mio giudizio questo non è sufficiente perché si possa dire di avere visto un buon film.
L'idea è creare 'spettacolo', divertire lo spettatore. E' un gioco dichiarato. Il linguaggio è codificato. Non c'è alcuna pretesa da parte degli autori di fare qualcosa di nuovo. Non c'è rischio. Il prodotto è commerciale, come solo i film americani sanno esserlo. I meccanismi drammaturgici sono gli stessi che da 100 anni hanno dato prova di funzionare al cinema. Si fa leva sulla parte adolescenziale dello spettatore, lo si manipola dirigendolo in un ritorno alle emozioni più semplici, più pedagogiche. E lo spettatore, può decidere di stare al gioco, di fare finta di non sapere come andrà a finire, di lasciarsi illudere e spaventare. E' una forma di cecità volontaria. Com'era? Chi si accontenta gode? Può essere, ma chi ha detto che dobbiamo accontentarci, o che questo sia l'unico modo per godere? Si può essere tolleranti verso questo tipo di cinema, oppure si può considerarlo come il grande male.
trappol2.jpg (14373 bytes)L'errore più comune di chi è tollerante verso questo tipo di cinema è di esserlo per una forma di pigrizia mentale, per superficialità.
E' più faticoso cercare di essere critici, di vigilare. Più semplice dire che è solo un film. L'errore di chi lo considera invece il grande male, quelli che generalmente e in modo generico ce l'hanno con il cinema americano, è una forma di integralismo che spesso non è altro che la mancanza di elasticità. Atteggiamenti come questo, ai suoi tempi, hanno portato molti, soprattutto un certo tipo di intellettuali, a catalogare Hitchcock come regista di poco valore. E questo soltanto perché i suoi film erano commerciali, perché i temi trattati non apparivano sufficientemente 'profondi'. Per fortuna il tempo ha avuto la meglio su questi 'integralisti' e ora Hitchcock è riconosciuto per il grande genio che è stato. Naturalmente la verità non sta ne da una parte ne dall'altra. Un buon film d'azione o d'avventura può essere veramente appagante per chi lo vede. E non è detto che questi generi cinematografici non possano anche dire delle cose. Basti pensare a "I predatori dell'arca perduta" o a "Ritorno al Futuro". Il gioco è lo stesso, ma è condotto magistralmente. Dico queste cose perché vorrei che sia chiaro che una critica negativa ad un film come "Trappola sulle Montagne Rocciose", non è per me una questione di bandiera, come invece lo è per tanta e troppa critica di questo nostro paese. Chi si attacca ad una bandiera è molto più disposto a tradire quella stessa bandiera. La nostra storia ne è testimone, il nostro cinema, il più schizofrenico del mondo ne è la prova.

Sebastiano Tecchio