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TERRA' E LIBERTA'
(LAND AND FREEDOM)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Ken Loach
Produzione: Rebecca O'Brien
Sceneggiatura: Jim Allen
Musica: George Fenton
Montaggio: Jonathan Morris
Fotografia: Barry Ackroyd
Scenografia: Llorenç Miquel
Costumi: Ana Alvargozalez
(Inghilterra, Spagna, Italia, 1995)
Durata: 109'
Distribuzione cinematografica: BIM
Distribuzione home video: Rcs
PERSONAGGI E INTERPRETI
David: Ian Hart
Blanca: Rosanna Pastor
Maite: Iciar Bollain
Lawrence: Tom Gilroy
Bernard: Frederic Pierrot
  
David, un giovane disoccupato proveniente da Liverpool, nel 1936 si reca in
Spagna per battersi contro il fascismo durante i primi giorni della guerra civile.
Arruolato nelle Brigate Internazionali del fronte aragonese, egli ha modo di sperimentare
gli orrori della battaglia accanto ai giovani rivoluzionari e di partecipare alle
discussioni ideologiche che cominciano a dividere i suoi stessi compagni di lotta.
Uscito dalle fila dei combattenti per rimanere fedele al proprio credo stalinista e
tornato a Barcellona, ben presto si accorge di aver commesso un errore: deciderà di far
ritorno al fronte, solo per veder morire la propria donna e subire l'ennesima, cocente
delusione politica.
Ignobilmente snobbato dalla giuria di Cannes, TERRA E LIBERTA' e' un film splendido:
confermando appieno il suo stato di grazia registico (dopo titoli del valore di RIFF RAFF,
HIDDEN AGENDA, PIOVONO PIETRE, LADYBIRD LADYBIRD), Ken Loach vince qui la difficilissima
scommessa di dar vita ad un' opera politicamente impegnata, aperta alle passioni ed ai
sentimenti, senza mai cedere al ricatto di questi ultimi ed anzi conservando mente lucida
e ciglio asciutto.
Piace, del film, la struttura di lunghissimo flashback (l'ormai anziano David muore
all'inizo della pellicola e la sua storia viene ripercorsa attraverso un pugno di ricordi
dalla nipote) che dona alle cose lo struggimento della memoria; la chiarezza del dibattito
delle idee (si veda la lunga scena della discussione sulla collettivizzazione delle
terre), mai didascalico né tedioso; il pudore e la tenerezza con cui viene messa in scena
la storia d'amore fra David e la giovane pasionaria spagnola, fino alla terribile
conclusione che pur rinuncia all'esazione della lacrima ed al lenocinio della facile
commozione.
Il finale- con il fazzoletto rosso simbolicamente contenente cuore, entusiasmo gioventu'
di David, ed il pugno chiuso dei presenti- è qualcosa di più e di diverso d'un segno
d'appartenenza d'ideali: il passaggio d'un testimone generazionale, invece, un atto di
fede nella continuità dell'illusione. Forse, anche, un invito a non mollare.
Francesco Troiano |