Tempi Moderni

I film del 1995


QUALCOSA DI CUI SPARLARE
(SOMETHING TO TALK ABOUT)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Lasse Hallstrom
Sceneggiatura: Callie Khouri
Fotografia: Sven Nykvist
Scenografia: Mel Bourne
Montaggio: Mia Goldman
Musica: Hans Zimmer e Graham Preskett
Produzione: Anthea Sylbert, Paula Weinstein
(USA 1995)
Durata: 105'
Distribuzione cinematografica: WARNER BROS
Distribuzione home video: WARNER HOME VIDEO.

PERSONAGGI E INTERPRETI

Grace: Julia Roberts
Eddie: Dennis Quaid
Wyly King: Robert Duvall
Giorgia King: Gena Rowlands
Emma Rae: Kyra Sedgwik
Jamie Johnson: Brett Cullen

sparlar1.jpg (8149 bytes)"Qualcosa di cui sparlare" è una commedia romantica sulla guerra dei sessi. Una donna scopre che suo marito la tradisce. Entra in crisi. Mentre tutti le chiedono di sacrificare il suo orgoglio sull'altare della reputazione famigliare, lei si intestardisce, sbatte il mariro fuori casa, stuzzica le altre donne tradite che le stanno intorno, provocando una serie di effetti a catena che rischiano di sovvertire le regole di buona convivenza tra mogli e mariti alle quali il suo piccolo mondo si era fin'ora ipocritamente adeguato.
Raccontato così, il secondo film hollywoodiano di Lasse Hallstrom sembra una divertente satira sull'eterno conflitto tra uomo e donna e sull'ipocrisia della nostra società. Ma non è così, purtroppo. Callie Khouri, la sopravvalutata sceneggiatrice di "Thelma e Louise", sembra aver rinunciato a quelle velleità trasgressive che incautamente le erano state attribuite per il film di Ridley Scott. La sua è una commedia insopportabilmente ragionevole, basata sui buoni sentimenti, nella quale la sceneggiatrice sembra preoccupata di dare ragione a ognuno. Se da una parte il marito (Dennis Quaid) ha tradito, d'altra parte la moglie (Julia Roberts) si dimostra inadeguata a soddisfarlo sessualmente. Quando la moglie decide di portare alle estreme conseguenze la sua vendetta, andando a letto con un altro uomo, la Kourie la ferma all'ultimo momento per paura di farle fare una cosa riprovevole che potrebbe condannare il suo personaggio agli occhi di quel pubblico puritano che pretende di criticare.
sparlar2.jpg (10418 bytes)Qui siamo di fronte alla tipica santificazione del personaggio che riporta il cinema americano ai pudori degli oscuri anni cinquanta. Ma negli anni cinquanta c'erano anche le commedie di Billy Wilder, che aveva dimostrato - grazie agli insegnamenti di Lubitsch - come si poteva abilmente far passare delle cose forti senza rappresentarle, salvando il personaggio ma facendogli al contempo superare tutti i tabù. Più che a Wilder, Callie Khouri e Lasse Hallstrom sembrano ispirarsi alla struttura della soap-opera. Il loro film, oltre che ipocrita, soffre di una incredibile mancanza di sintesi. E così dobbiamo sopportare una serie infinita di finali e controfinali, nei quali la sceneggiatrice deve portare a termine le inutili trame parallele che ha costruito attorno alla sua coppia: il concorso di equitazione della figlia, con trionfo finale e lacrimuccia di mamma e papà che capiscono che il matrimonio va salvato per i figli; e poi ancora, il concorso equestre del padre (Robert Duval), con sconfitta finale per punire il suo orgoglio macho e farlo tornare dalla moglie (Gena Rowlands) con la coda tra le gambe. Senza parlare di tutti gli epiloghi e contro-epiloghi con compito di sottolineare le riconciliazioni rispettive e tranquillizzare lo spettatore.
Il fatto che questo capolavoro di prudenza e di conformismo "borghese", conti sulla presenza di tre grandi personalità (Gena Rowlands, Robert Duvall, il direttore della fotografia Sven Nykvist) che affondano le loro radici in un cinema di ben altra portata e coraggio (Coppola, Cassavetes, Bergman), è la triste dimostrazione della antropofagia dell'attuale cinema hollywoodiano, in grado di maciullare anche le carni più resistenti.

Gianguido Spinelli