Tempi Moderni

I film del 1995


SMOKE

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Wayne Wang
Soggetto e sceneggiatura: Paul Auster
Fotografia: Adam Holender
Musiche: Rachel Portman
(Usa, 1995)
Durata: 1O5'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione Home Video: CECCHI GORI HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Auggie: Harvey Keitel
Paul: William Hurt
Cyrus: Forest Whitaker
Ruby: Stockard Channing
Rashid: Harold Perrineau

smoke1.jpg (9736 bytes)"Tout finit par des chansons". Ha ragione Beaumarchais: la musica, certa musica, può dare la misura di una vita, esprimere il senso del tempo e delle cose. E' quanto accade in Smoke, ultima pellicola firmata da Wayne Wang, con una canzone tra le più memorabili di Tom Waits: "Innocent when you dream".
La voce struggente e rugginosa dell'autore di "Blue Valentine" commenta le immagini della Auggie Wren's Christmas Story, realmente apparsa sul Times del 25 dicembre 199O ad opera dello scrittore Paul Auster (quello della "Trilogia di New York" e di "Mr. Vertigo"): che, in veste di soggettista e sceneggiatore, fornisce al film un contributo certamente fondamentale.
Sorta di versione ilare e frammentata di "Do the right thing", "Smoke" narra Brooklyn ed un microcosmo di suoi abitanti con tono tra l'amabile e l'allarmato: si succedono eventi ed emozioni, piccoli imbrogli ed agitate agnizioni, litigi e riconciliazioni, senza per questo che la vita cambi troppo il suo procedere casuale e divagante.
smoke2.jpg (10034 bytes)Le mutazioni, se ci sono, van ricercate con occhio attento: come nelle fotografie che Auggie scatta da anni ogni mattina, alle 8, sempre allo stesso angolo di strada. Quelle foto in black &white, viste in sequenza, paiono animarsi: fanno pensare a Muybridge, i fotogrammi d'un film infinito che costruisce, im lauf der zeit, una piccola porzione di realtà.
Operazione speculare a quella messa in atto dal duo Wang/Auster: il concetto altrove detestabile di minimalismo acquista qui rilevanza e spessore, ed appare sostenuto da una morale della visione altrove inesistente. Keitel è strepitoso, Hurt del tutto rigenerato: il loro duetto, in sottofinale, è semplicemente memorabile.

Francesco Troiano