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SHOWGIRLS
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia:Paul Verhoeven
Soggetto e Sceneggiatura: Joe Eszterhas
Fotografia: Jost Vacano
Scenografia: Allan Cameron
Montaggio: Mark Goldblatt
Musica: David A.Stewart
Produzione: Alan Marshall e Charles Evans
(Usa, 1995)
Durata:120'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Nomi Malone:Elisabeth Berkley
Zack: Kyle MacLachlan
Cristal: Gina Gershon
James: Glenn Plummer
Molly: Gina Ravera
Tony: Alan Rachins
Al: Robert Davi

"Riuscirà Showgirls ad entrare nel pantheon del grande
cinema-spazzatura, a fianco di film come "La valle delle bambole" o
"L'altra faccia di mezzanotte?": David Denby, critico del " New York",
si risponde che no, il film è troppo stupido e grossolano per poter diventare un classico
del camp, e con ciò riassume l'atteggiamento pressoché unanime assunto dalla critica
statunitense nei confronti dell'ultima fatica registica di Paul Verhoeven.
Niente da obiettare, Showgirls è in effetti il lavoro meno riuscito del regista di
"Il quarto uomo" e "Basic istinct", un'operazione fallimentare anche e
soprattutto nel proposito di scioccare il pubblico pigiando sul pedale dell'erotismo:
popolato com'è di corpi nudi e continuamente esposti ed al contempo avaro di atti
sessuali veri e propri, il film finisce per configurarsi come una sorta di esposizione
fredda ed inane di glutei e seni (questi ultimi, soprattutto) capace di diserotizzare ed
infine tediare a morte anche il più bendisposto degli spettatori.
Nel raccontare una vicenda ch'è una velata riproposizione in chiave
musical-softcore del classico "Eva contro Eva" (195O) di Joseph Mankiewicz,
inoltre, non si può dire che lo sceneggiatore Joe Eszterhas si sia troppo spremuto le
meningi: ed il moralismo favolistico del finale, con la protagonista che sceglie di
riacquistare la libertà e tornare on the road, risulta giustapposto e francamente
stucchevole.
Ciò malgrado , bisognerà anche precisare che - mischiando suggestioni eterogenee,
svarianti da "Flashdance" a "Staying alive" , dal cinema " dirty
" di Russ Meyer a quello sadofeticistico di Kenneth Anger - talvolta Verhoeven crea
situazioni ed atmosfere alquanto intriganti: e, pur se poco aiutato da un cast francamente
risibile, riesce a dipingere l'ambiente della lap dance con toni e colori mortuari da
incubo parasciencefiction, ingeneranti nella platea un desueto sentore d'angoscia.
Francesco Troiano
INTERVISTA a
ELIZABETH BERKLEY |