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SANTA CLAUSE
(SANTA CLAUSE)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: John Pasquin
Sceneggiatura: Leo Benvenuti & Steve Rudnick
Fotografia: Walt Lloyd
Scenografia: Carol Spier
Montaggio: Larry Bock
Musica: Michael Convertino
Produzione: Brian Reilly, Jeffrey Silver, Robert Newmyer
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: BUENA VISTA
Distribuzione Home Video: BUENA VISTA
PERSONAGGI E INTERPRETI
Scott Calvin: Tim Allen
Neal: Judge Reinhold
Laura: Wendy Crewson
Charlie: Eric Lloyd
Bernard: David Krumholtz
Folletto Judy: Paige Tamada

"Santa Clause" è la storia del riavvicinamento tra un padre
ed un figlio.
Charlie è figlio di una coppia separata. Tra i due genitori è guerra su come va educato
il bambino. Laura è convinta che sia venuto il momento di dire al figlio la verità su
Santa Claus, ovvero che è tutta un'invenzione. Tim è invece convinto che la purezza
della fede vada preservata a qualsiasi costo nell'infanzia. Ma il figlio sembra ormai
irrimediabilmente influenzato dall'educazione cartesiana della madre e del patrigno, uno
psicoanalista, e alla favola che il padre tenta faticosamente di raccontargli oppone
argomenti e quesiti di una sconcertante razionalità. L'occasione, per il padre, di
riconquistare l'amore e la purezza compromessa del proprio figlio si presenta quando, nel
corso della notte di Natale, per via di un incantesimo assai ben congegnato, il padre si
vede costretto a prendere il posto del vero Santa Claus nel cuore dei bambini.
Benchè il suo scopo sia difendere il valore della fiaba e della
meraviglia per riconciliare bambini e adulti, "Santa Clause" ottiene l'effetto
opposto.
Nel film, il punto di vista principale è quello dei genitori, i dialoghi hanno l'arguzia
di una commedia di adulti, lo stesso Charlie si esprime come un grande. Il chè provoca un
sicuro effetto comico, che nasce dal contrasto tra l'universo infantile (i folletti) e i
concetti espressi, che appartengono al mondo degli adulti. Ma la meraviglia, la dimensione
fantastica, sono del tutto assenti. Qualsiasi bambino che veda "Santa Clause" ne
uscirà con la convinzione che babbo natale non esiste ma che gli adulti sono in fondo
buoni. "ET" diceva esattamente il contrario, offrendo ad un bambino nelle stesse
condizioni, una scappatoia per sfuggire alla cattiveria del mondo reale grazie
all'incontro con l'Altro, proveniente dal mondo della fiaba. Un'affascinante utopia che ha
segnato un'intera generazione, mentre la favoletta scettica e un pò cinica di questa
produzione Walt Disney sarà dimenticata il prossimo natale.
Gianguido Spinelli |