Tempi Moderni

I film del 1995


SANTA CLAUSE
(SANTA CLAUSE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: John Pasquin
Sceneggiatura: Leo Benvenuti & Steve Rudnick
Fotografia: Walt Lloyd
Scenografia: Carol Spier
Montaggio: Larry Bock
Musica: Michael Convertino
Produzione: Brian Reilly, Jeffrey Silver, Robert Newmyer
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: BUENA VISTA
Distribuzione Home Video: BUENA VISTA

PERSONAGGI E INTERPRETI

Scott Calvin: Tim Allen
Neal: Judge Reinhold
Laura: Wendy Crewson
Charlie: Eric Lloyd
Bernard: David Krumholtz
Folletto Judy: Paige Tamada

santa1.jpg (8349 bytes)"Santa Clause" è la storia del riavvicinamento tra un padre ed un figlio.
Charlie è figlio di una coppia separata. Tra i due genitori è guerra su come va educato il bambino. Laura è convinta che sia venuto il momento di dire al figlio la verità su Santa Claus, ovvero che è tutta un'invenzione. Tim è invece convinto che la purezza della fede vada preservata a qualsiasi costo nell'infanzia. Ma il figlio sembra ormai irrimediabilmente influenzato dall'educazione cartesiana della madre e del patrigno, uno psicoanalista, e alla favola che il padre tenta faticosamente di raccontargli oppone argomenti e quesiti di una sconcertante razionalità. L'occasione, per il padre, di riconquistare l'amore e la purezza compromessa del proprio figlio si presenta quando, nel corso della notte di Natale, per via di un incantesimo assai ben congegnato, il padre si vede costretto a prendere il posto del vero Santa Claus nel cuore dei bambini.
santa2.jpg (8043 bytes)Benchè il suo scopo sia difendere il valore della fiaba e della meraviglia per riconciliare bambini e adulti, "Santa Clause" ottiene l'effetto opposto.
Nel film, il punto di vista principale è quello dei genitori, i dialoghi hanno l'arguzia di una commedia di adulti, lo stesso Charlie si esprime come un grande. Il chè provoca un sicuro effetto comico, che nasce dal contrasto tra l'universo infantile (i folletti) e i concetti espressi, che appartengono al mondo degli adulti. Ma la meraviglia, la dimensione fantastica, sono del tutto assenti. Qualsiasi bambino che veda "Santa Clause" ne uscirà con la convinzione che babbo natale non esiste ma che gli adulti sono in fondo buoni. "ET" diceva esattamente il contrario, offrendo ad un bambino nelle stesse condizioni, una scappatoia per sfuggire alla cattiveria del mondo reale grazie all'incontro con l'Altro, proveniente dal mondo della fiaba. Un'affascinante utopia che ha segnato un'intera generazione, mentre la favoletta scettica e un pò cinica di questa produzione Walt Disney sarà dimenticata il prossimo natale.

Gianguido Spinelli