Tempi Moderni

I film del 1995


RAGAZZI DELLA NOTTE

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Jerry Calà
Sceneggiatura: Gino Capone, Jerry Calà,
Alessia Mertz, Francesca Redondino
Fotografia: Marco Sperduti
Produzione: Sergio Panno per Garda Film
(Italia, 1995)
Durata: 90'
Distribuzione cinematografica: MEDUSA
Distribuzione home video: MEDUSA HOME VIDEO

INTERPRETI

Jerry Calà
Maria Monsè

ragazzi1.jpg (14810 bytes)In "Ragazzi della notte", Jerry Calà fa la parte di se stesso. Il popolare attore televisivo è stato invitato nei pressi di Bolzano per ritirare un premio. Una discoteca del luogo l'ha eletto personaggio dell'anno. Jerry non è per nulla contento, non ce la fa più a girare l'Italia per ritirare premi. All'aereoporto lo viene a prendere il suo manager, un opportunista che sfrutta la popolarità del suo cliente per fare soldi. Gli ha portato una sorpresa: una ragazzina di sedici anni con il corpo da maggiorata, disposta a tutto pur di farsi presentare Gianni Boncompagni. Jerry non è per nulla contento... L'ennesima ragazza che vuole portarselo a letto solo perché è così famoso. Ma la ragazzina è molto determinata. Seppure sia una 'povera' ragazza del Sud, senza alcun talento, è convinta di avere le carte in regola per fare la showgirl e dichiara: "A me Ambra mi fa una pippa!"
Finalmente Jerry viene accompagnato in un albergo di lusso, dove può farsi una doccia e riposarsi in vista della serata. Ma quando esce dalla doccia, si ritrova davanti la nuova Ambra, che sdraiata sul letto, è pronta a spogliarsi. Seppure attratto dalle belle forme, Jerry la caccia dalla stanza dicendole che un personaggio come lui non può farsi trovare in albergo con una minorenne. La sera, prima di andare alla discoteca, Jerry viene nuovamente incastrato dal suo manager: Nel grande Albergo c'è un ricevimento per un matrimonio. Saputa la notizia che Jerry Calà si trova lì, gli sposini hanno fatto il diavolo a quattro per farsi fotografare insieme a lui. Tale il desiderio, che hanno offerto al manager ben due milioni e mezzo di compenso. Così, il povero Jerry si ritrova l'intera comitiva del ricevimento nella sua stanza ed è costretto a farsi fotografare con loro. Finalmente Jerry approda alla discoteca, dove gli viene consegnata la targhetta del premio. Ad una troupe televisiva che per tutto il film va in giro a fare un reportage sulle discoteche, Jerry non nasconde il suo pensiero sulla 'cerimonia': "una cazzata". Poi dichiara che le discoteche sono l'unico e grande rito di socializzazione dei nostri tempi. La faticosa giornata lavorativa è giunta al suo termine. Ora Jerry può rilassarsi. Così va a trovare un suo amico, proprietario di una famosa discoteca. I due chiacchierano amabilmente in una saletta privata del locale. Quando l'amico gli chiede quale siano i suoi progetti per il futuro, Jerry risponde che intanto deve finire questo film (il film che stiamo vedendo!!!). Ed ecco che torna alla carica il manager che nuovamente spinge tra le braccia del nostro eroe la futura Ambra.
ragazzi2.jpg (12391 bytes)E' sera, Jerry ha fatto il suo dovere. Come un poliziotto in servizio non ha ceduto ad alcuna tentazione, ad alcun vizio. Ma adesso è fuori servizio e così, dietro suggerimento del proprietario- amico, che gli presta il suo Yacht privato, Jerry decide di accontentare i desideri della ragazzina.
Si sa però che l'immaginazione è ben diversa dalla realtà. Sullo Yacht, Jerry si rende conto della enorme differenza d'età che lo separa dalla ragazza: lui vorrebbe prima bere una cosa, mettere su della musica, chiacchierare, lei, figlia di questa nuova generazione, vuole arrivare subito al dunque.
Come ha potuto pensare di potersela portare a letto? E' soltanto una bambina! Da potenziale amante sfruttatore, Jerry si trasforma in un padre attento e preoccupato. Da dove vieni? Dove sono i tuoi genitori? E così scopre che la ragazzina è scappata di casa per incontrarlo, per fare la showgirl. Il dovere morale ha la meglio su Jerry che la mattina seguente, all'alba, costringe la ragazzina a chiamare la mamma e poi a prendere il treno che la riporterà nel suo paesino del Sud. Alla troupe televisiva, che vuole strappargli l'ultimo commento per chiudere il reportage, Jerry, la faccia deturpata dal sonno e dalla fatica, dichiara: "Ragazzi, andate pure in discoteca, ma prima passate al cinema."
Ho descritto solo uno dei tanti episodi che s'intrecciano in questo film, quello autobiografico. E l'ho fatto perché è quanto mai emblematico della profonda superficialità e della mediocrità cui ho assistito. Non è un caso che Jerry Calà si dipinga come vittima. Il suo narcisismo, o meglio, la sua mancanza di autocritica, lo porta a dire che lui è vittima del suo successo. In realtà, Jerry Calà, come tanti altri, è vittima di un sistema che è rappresentato dalla nostra televisione, pubblica e privata. Dell'imbastardimento della nostra cultura, del nostro sistema politico e morale. Come nella Storia Infinita, il 'Nulla' avanza inglobando in se tutto quello che ci circonda, offendendo con la sua mediocrità e la sua mancanza di intelligenza, con la sua pigrizia e la sua volgarità, la nostra intelligenza, la nostra capacità di sentire e di pensare, la nostra curiosità.
Uccidendo il nostro cinema. Da Vittorio De Sica a Jerry Calà.
Lo scarto di una sola generazione.
L'abisso.

Sebastiano Tecchio