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AL DI LA' DELLE NUVOLE
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Michelangelo Antonioni
Prologo-Intermezzo-Epilogo: Wim Wenders
Sceneggiatura: Tonino Guerra, Michelangelo Antonioni, Wim Wenders
Collaborazione Artistica: Enrica Antonioni
Fotografia: Alfio Contini
Musiche: Lucio Dalla, Laurent Petitgang, Van Morrison
Montaggio: Claudio Di Mauro, M. Antonioni
Scenografia: Thierry Flamand
Costumi: Ester Walz
Produzione: Vittorio Cecchi Gori, Ulrich Felsberg, Felice Laudadio
(Italia, 1995)
Durata: 108'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI HOME VIDEO
INTERPRETI
(in ordine alfabetico)
Fanny Ardant
Chiara Caselli
Irene Jacob
John Malkovich
Sophie Marceau
Vincent Perez
Jean Reno
Kim Rossi Stuart
Ines Sastre
Peter Weller
e con la partecipazione amichevole di Marcello Mastroianni e Jeanne Moreau
 
"Ma noi sappiamo che sotto l'immagine rivelata ce n'é
un'altra più fedele alla realtà, e sotto quest'altra un'altra ancora, e di nuovo
un'altra sotto quest'ultima, fino alla vera immagine di quella realtà, assoluta,
misteriosa che nessuno vedrà mai."
Michelangelo Antonioni
Senza paura di affermare un paradosso, posso dire di
essermi a tratti spazientito durante la proiezione di "Al di là delle nuvole",
ed allo stesso tempo di avere amato questo film profondamente. O forse più precisamente
credo di amare con tutto me stesso Antonioni ed il suo cinema.
Antonioni ci mette sempre alla prova. Come i grandi poeti, penso specificatamente ad
Eliot, egli pone lo spettatore e in particolar modo lo spettatore critico, di fronte ai
limiti della propria intelligenza, i quali sono spesso l'effetto di una cultura che pone
sopra ogni altra qualità quella della comprensione celebrale, di un eccessivo
intellettualismo che altro non è che il letargo di altre e superiori forme di
comprensione, di intelligenza appunto. Non a caso, Tonino Guerra dice che in questo film
c'è "un soffio orientale".
Dunque penso che i film di Antonioni non vadano capiti. Alcune cose non si possono capire,
non si può in tutta onestà tirare delle somme, costruire delle equazioni. Quello
che si può fare, quello che Antonioni stesso ci invita a fare è di sentire, di
ascoltare, di comprendere nel silenzio della nostra mente. E se si riesce ad acquietare
quella parte di noi che vuole sempre capire, se si riesce a vincere la paura di essere
passivi, e dunque si accetta di essere contemplativi, vedere un film di Antonioni, può
diventare un'esperienza spirituale, può lasciare un solco nel nostro percorso.
Quello che emerge dalle immagini che Antonioni tratta come un pittore astratto, è
l'essenza di un sentimento. Non vi è alcun tipo di considerazione psicologica dei
personaggi, le cose accadono, irrealisticamente, senza un senso drammaturgico apparente.
Non c'è spiegazione dei perché. Non c'è un senso. Osservi una scena d'amore nella quale
tutto quello che succede non ha nulla o poco a che fare con la realtà, ma quello che
senti è l'esatta sensazione dell'amore, l'essenza stessa dell'amore. Come dice Tonino
Guerra: "Michelangelo è sempre a un metro sopra della realtà."
Sebastiano Tecchio |