Tempi Moderni

I film del 1995


NIGHTMARE-NUOVO INCUBO

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Wes Craven
Sceneggiatura: Wes Craven
Fotografia: Mark Irwin
Montaggio: Patrick Lussier
Scenografia: Cynthia Charette
Musiche: J. Peter Robinson
Prodotto da: Marianne Maddalena
(USA 1994)
Durata: 112'
Distribuzione home video: MEDUSA VIDEO

INTERPRETI

Heather Langenkamp, Robert Englund, Mike Hughes,
John Saxon, David Newson, Wes Craven, Robert Shaye.

Dieci anni dopo il primo, bellissimo "Nightmare", Wes Craven torna a dirigere l'ultimo (per ora) capitolo della fortunata saga horror. La storia vede tutti i protagonisti del primo film convocati dal regista Wes Craven per interpretare un nuovo episodio della serie Nightmare. Il regista e' infatti convinto che l'entita' maligna incarnatasi in Feddy Krueger possa realmente materializzarsi a meno che non venga definitivamente imprigionata in un film.
La stessa sceneggiatura del nuovo progetto inizia a prendere vita e gli eventi in essa descritti si manifestano crudamente nella realta' quotidiana degli attori. Il marito della Lengenkamp, un tecnico degli effetti speciali, muore in seguito a un misterioso incidente, mentre Feddy Krueger in persona comincia a manifestarsi negli incubi dell'attrice e di suo figlio. Sequel per certi versi innovativo di una serie lentamente affondata nella banalita' e nella ripetitiva messa in scena di efferati delitti, il nuovo Nightmare deludera' sicuramente il folto pubblico di adolescenti che rappresentano il target ideale della serie, mentre potrebbe dare qualche interessante spunto di riflessione ai cinefili piu' inclini alle stravaganze cinematografiche. Benche' l'idea di trasportare il fantastico nel mondo reale e' stata altrove sperimentata con ben diversi risultati stilistici (vedi l'interessante "Il seme della follia" di Carpenter), e' lodevole il tentativo del regista di astrarsi, pur se con un solo film, dai luoghi comuni del film commerciale di genere per tentare la strada del meta-film e della riflessione sul ruolo dell'horror nella societa' contemporanea. Il tono adulto della narrazione, che rinuncia per la prima volta nella storia di Freddy Krueger alla fastidiosa presenza di adolescenti ribelli e petulanti, incontra un forte limite nella realizzazione tecnica dell'opera. Gli effetti speciali sono assolutamente inadeguati e privi di fantasia, in quanto non fanno che "clonare" (male) le situazioni piu' fantasiose del primo film senza mostrare nulla di nuovo e, soprattutto, di ben realizzato. Gli interpreti sono adeguati nel rappresentare loro stessi, Wes Craven, non nuovo a partecipazioni cameo, recita in maniera approssimativa, mentre rimane forte la delusione per il mancato incontro fra Freddy e Robert Englund, attore con molte potenzialita' ormai eternamente costretto a recitare sotto chili di trucco. Resta infine da lodare la principale caratteristica del film: il rispetto quasi geometrico dell'unita' di tempo, tentativo forse troppo sperimentale di incrinare le regole diegetiche che sussistono nel rapporto spettatore-film.

Luigi De Angelis