Tempi Moderni

I film del 1995


LE NOZZE DI MURIEL
(MURIEL'S WEDDINGS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: P. J. Hogan
Sceneggiatura: P. J. Hogan Jocelyn Moorhouse
Fotografia: Martin McGrath
Musiche originali: Peter Best
(Australia, 1994)
Durata: 96'
Distribuzione cinematografica: LIFE INTERNATIONAL
Distribuzione home video: BUENA VISTA HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Muriel: Toni Collette
Bill: Bill Hunter
Rhonda: Rachel Griffiths
Betty: Jeanie Drynan
Brice: Matt Day

muriel1.jpg (9040 bytes)Piccolo evento (assieme a Priscilla, approdato nelle nostre sale già nella scorsa stagione) della Quinzaine des Réalisateurs di Cannes `94, Le nozze di Muriel si presenta con caratteristiche anomale anche per uno sleeper: opera prima (nei credits si riconosce solo la produttrice e sceneggiatrice, Jocelyn Moorehouse, già regista di "Istantanee"), attori semisconosciuti ed una storia che, a raccontarla, non pare proprio esaltante.
In pratica, si narra di una ragazzotta piena di complessi - trattata alla stregua di una minus habens da una famiglia orribile e da amiche decerebrate quanto vanesie, in un posto sperduto della provincia australiana - che acquista consapevolezza e finanche aggressività trasferendosi a Sydney, grazie ad un'amica generosa e spregiudicata e ad altri eventi che qui non vi anticiperemo.
muriel2.jpg (12072 bytes)Perché, allora, il film funziona (e perchè, se un regista italiano al suo debutto racconta la storia di una ragazza grassa vien fuori un qualsiasi Faccione, e non una cosa del genere? Lasciamo perdere...)?
Probabilmente perché, all'interno dello schema sempreverde della commedia più o meno sofisticata (e mai volgare, mai indulgente alle scorciatoie del volgare od alle trappole del corrivo), si fa strada un tono da racconto morale virato verso i lidi d'un garbato anarchismo antiborghese, che nobilita la materia e facilita l'identificazione di platee anche sofisticate. Abile nel colorare di laccato iperrealismo l'universo mostruoso messo in scena, Le nozze di Muriel perde qualche colpo nella seconda parte, troppo indulgente ad un patetismo che sfiora il mélo; ma chiude in bellezza, e s'impone per la sua travolgente carica di simpatia.

Francesco Troiano