Tempi Moderni

I film del 1995


I LAUREATI

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Leonardo Pieraccioni
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Veronesi, Leonardo Pieraccioni
Fotografia: Alessandro Pesci
Scenografia: Francesco Frigeri
Montaggio: Mirko Garrone
Prodotto da: Rita e Vittorio Cecchi Gori
(Italia, 1995)
Durata: 95'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video:CECCHI GORI HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Leonardo: Leonardo Pieraccioni
Rocco: Rocco Papaleo
Bruno: GianMarco Tognazzi
Pino: Massimo Ceccherini
Letizia: Maria Grazia Cucinotta
Professore: Alessandro Haber
Sonia: Barbara Enrichi
Calabrese: Tosca D'Aquino
Luciano: Adriano Wajskol

laurea1.jpg (11733 bytes)Posto che sia stato prodotto e diretto con le più nobili intenzioni, 'I laureati', a parte qualche felice momento, ha una sceneggiatura banale, mal scritta, e presenta tutti i difetti che hanno il 99% dei film italiani degli ultimi 20 anni.
Il film narra le vicissitudini quotidiane di quattro trentenni perdi tempo, spaventosamente fuori corso che dividono la stessa casa a Firenze. 'I laureati', per il soggetto è stato puntualmente paragonato a 'I vitelloni' di Fellini. Raffronto assurdo quando si va a verificare la sostanza: la mancanza di cura nella messa in scena, la fotografia piatta, le scenografie di una povertà creativa allarmante, la pessima direzione di tutti gli attori nei ruoli secondari, il suono poco curato, le soluzioni drammaturgiche scontate, i salti, i vuoti, la mancanza di ritmo.
Il problema va quindi affrontato a monte: perché Cecchi Gori, produttore numero uno d'Italia, non mette nella scelta e nella supervisione dei progetti che produce, quel rigore che la sua posizione gli impone? Fino a prova contraria, Cecchi Gori è in buona fede, dunque crede di fare un buon film, o se non altro un film commercialmente redditizio. Probabilmente se ne compiace. Non posso credere che sia consapevole di fare dei brutti film. Però li fa. Questo dunque mi porta a dubitare seriamente della sua competenza cinematografica. E dubitare di coloro che hanno in mano il potere decisionale, ingenera una seria preoccupazione sulle sorti del cinema italiano.

Sebastiano Tecchio