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JOHNNY MNEMONIC
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Robert Longo
Soggetto: William Gibson
Sceneggiatura: William Gibson
Fotografia: François Protat
Scenografia: Nilo Rodis Jamero
Montaggio: Ronald Sanders
Musica: Brad Fiedel
Produzione: Don Carmody
(USA, 1995)
Durata: 98'
Distribuzione cinematografica: MEDUSA
Distribuzione home video: MEDUSA HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Johnny: Keanu Reeves
Jane: Dina Meyer
J-Bone: Ice-T
Takahashi: Takeshi
Shinji: Denis Akiyama
Street Preacher: Dolph Lundgren

"Johnny Mnemonic" è un buon esempio di
come oggi la fantascienza sia il veicolo più efficace e divertente per trattare al cinema
i grandi temi della civiltà contemporanea. Meno ambizioso di "Blade Runner" o
"Strange Days", il film di Robert Longo ha il fascino discreto di certi piccoli
film di fantascienza, quali "The hidden" di Jack Sholder, opere senza grandi
ambizioni estetiche, ma con un punto di vista morale molto pronunciato.
Johnny (Keanu Reeves) è un qualunquista che per fare i soldi ha sacrificato il bene più
prezioso di un uomo libero: la sua memoria personale. Questa infatti è stata eliminata
dal suo cervello per lasciare il posto ad una quantità enorme di dati segreti contenuti
in un micro-chip inserito nella sua testa. In un mondo dominato dalle multinazionali
dell'informatica e dai pirati cibernetici, l'unico modo sicuro di inviare messaggi è
tornato ad essere il cervello umano. E Johnny ha prestato il suo per diventare una specie
di corriere postale segreto. Naturalmente, ignora il contenuto dei dati che trasporta e la
cosa non gli importa molto. Quello che vuole è riappropriarsi dei suoi ricordi personali
senza i quali è condannato ad una crisi di identità. Ma due fazioni contrapposte, la
Farmakom, una multinazionale che rappresenta il potere, e un gruppo di resistenti che
rappresentano la rivoluzione, vogliono recuperare i dati contenuti nella memoria di
Johnny. La sua testa si trasforma così in un Mac-Guffin, e Johnny deve lottare per
salvarla. Anche pechè i dati che vi sono stati inseriti superano la sua capacità di
memoria e se non saranno scaricati entro poche ore, Johnny morirà. Quando scopre che essi
racchiudono la soluzione per il riscatto dell'umanità dall'alienazione provocata dall'uso
spropositato dei computers, Johnny si rende conto di essere diventato, suo malgrado, il
possibile redentore del mondo.
Quello che è interessante nel racconto di William Gibson non è tanto
l'ennesima metafora sui pericoli della tecnologia, quanto quella sul conflitto eterno
dell'Uomo diviso tra le sue aspirazioni particolari e l'interesse generale. In questo
senso è un peccato che la sceneggiatura dello stesso Gibson non abbia spinto il conflitto
fino a creare una alternativa chiara tra la vita di Johnny e la salvezza del mondo. Mi
spiego: Johnny deve scaricare i dati al più presto dalla sua testa per salvarsi. E
scaricandoli, salva contemporaneamente l'umanità. Non esiste quindi conflitto tra la sua
salvezza e quella del mondo. Se Gibson avesse invece insistito sulla loro incompatiblità,
Johnny il qualunquista sarebbe stato confrontato alla scelta tra la sua vita, il suo
interesse privato a scapito di quello generale, e la salvezza del mondo. E la sua morte
eventuale avrebbe costituito un sacrificio di proporzioni bibliche, refforzando la
dimensione mitica del racconto.
Forse per evitare il pericolo della retorica e dell'idealismo in "Johnny
Mnemonic" (è impossibile immaginare che Johnny accetti di sacrificare la sua vita
per salvare quella degli altri), forse per preservarne la natura di "action
trhiller", che sarebbe stata compromessa da un'esagerazione del conflitto interiore
del protagonista, Brian Gibson e Robert Longo hanno preferito non trattare in questi
termini la loro storia. E la portata del loro film ne risulta purtroppo indebolita.
Gianguido Spinelli |