Tempi Moderni

I film del 1995


IVO IL TARDIVO

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Alessandro Benvenuti
Soggetto: Ugo Chiti, A. Benvenuti
Sceneggiatura: U. Chiti, Nicola Zavagli, A. Benvenuti
Fotografia: Blasco Giurato
Scene e Costumi: Eugenio Liverani
Montaggio: Carla Simoncelli
Musiche: Patrizio Fariselli
Produzione: Giorgio Leopardi per la UNION P.N.
(ITALIA, 1995)
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica: UIP per RCS
Distribuzione home video: RCS home video.

INTERPRETI

Alessandro Benvenuti
Francesca Neri
Davide Bechini
Francesco Casale
Antonio Iuorio
Sandro Lombardi

ivo1.jpg (14877 bytes)Uno degli aspetti più sconcertanti del così detto "giovane" cinema italiano è la generale mancanza di sinergie tra i vari elementi che compongono un film. Troppo spesso ci capita di vedere film nei quali lo stile va a discapito della storia, (vedi Pappi Corsicato), o al contrario film nei quali la storia è raccontata senza alcuna attenzione all'aspetto stilistico, film televisivi (vedi Felice Farina e altri). Insomma, molti giovani "autori" italiani sembrano non conoscere a fondo le potenzialità del mezzo che stanno usando.
E' indubbio che la forza del cinema, è proprio la possibilità che esso offre al regista di esprimersi utilizzando tutte le altre forme d'arte, dalla pittura, alla letteratura, dalle immagini, al suono. Forse è per questo che è difficile fare un buon film. Il materiale è tanto, molte sono le decisioni da prendere.
Ma proprio per questa complessità, rimane un mistero, la ragione per cui molti giovani registi non dimostrino alcun desiderio di sperimentare le possibilità di cui dispongono. Forse è questa maledetta parola, "autore", che inganna. Forse la fretta di voler a tutti i costi affermare la propria diversità, senza lasciare che essa emerga naturalmente, con l'esperienza. Dunque, non mettersi in gioco, non sporcarsi le mani, in breve non fare la prima cosa che un artista deve fare, ricercare.
Ho apprezzato "Ivo il tardivo", proprio perché a differenza di altri suoi colleghi, Alessandro Benvenuti, usa il mezzo cinematografico, come un bambino usa un grande parco giochi, ispezionando a volte fino in fondo, a volte più superficialmente, tutti i "giochi" che ha a disposizione. Uscendo dalla proiezione mi sono sentito gratificato in quanto spettatore, perché Benvenuti, che sicuramente non è ancora un regista maturo, ma è generoso, si mette in gioco fino in fondo.
ivo2.jpg (10390 bytes)La sceneggiatura, non è quasi mai scontata, con dei dialoghi comici, ma mai volgari, con delle soluzioni drammaturgiche interessanti, a volte imprevedibili - il risvolto drammatico del furto di un prezioso Rolex, è una vicenda che apre una finestra sulla psicologia di Fabio, il fratello della protagonista femminile interpretata da Francesca Neri, dando a questo personaggio tridimensionalità, vita.
Così la messa in scena. La qualità plastica delle immagini, le invenzioni interessanti e quasi mai compiaciute nelle scelte delle inquadrature. E anche, vera rarità nel panorama del nostro cinema, l'utilizzo molto interessante e ingegnoso del suono.
Per ultimo, anche se un po' abbandonato nella seconda parte del film, l'aspetto scenografico, rivela allo spettatore, che dietro le quinte di questo film, ci sono delle persone che hanno lavorato duramente per mettere in atto le loro idee.
Sono d'accordo con Benvenuti che si lamenta quando il suo film viene definito il "Forrest Gump" italiano. Credo che a Benvenuti vadano resi gli onori del proprio lavoro.

Sebastiano Tecchio