|
INTERVISTA A JERRY ZUCKER
Di passaggio a Roma per la presentazione del suo
ultimo film "Il primo cavaliere" (First Knight) Jerry Zucker ha tenuto una
conferenza stampa di cui offriamo la seguente sintesi.
Perchè ha cambiato completatamente la leggenda di Re
Artù?
In effetti esistono migliaia di versioni diverse della stessa leggenda. Ma il punto comune
a queste versioni è che questo posto meraviglioso, Camelot, dove albergano gli ideali
della speranza, della giustizia e della felicità viene messo in pericolo dalle passioni
di tre persone che sono tre persone per bene. Ad essere sincero, non avevo mai avuto
l'intenzione di realizzare una versione di questa leggenda. Ho semplicemente ricevuto
questa sceneggiatura che mi è piaciuta molto, e ad un certo punto mi sono anche chiesto
se non fosse il caso di cambiare i nomi dei personaggi, data la differenza con la leggenda
conosciuta; poi mi sono reso conto, durante le ricerche, che esistevano un'infinità di
variazioni alla leggenda che legittimavano quella che costituiva la sceneggiatura, e
allora ho deciso di mantenere i nomi di Artù, Ginevra e Lancillotto.
Ha deciso immediatamente di prendere Sean Connery per la
parte di Re Artu'?
Si. Prima di fare il casting, io e lo sceneggiatore avevamo introdotto nella sceneggiatura
delle indicazioni che davano delle precisazioni su come doveva essere il personaggio di Re
Artu'; queste indicazioni apparivano inutili non appena abbiamo visto Sean Connery, in
quanto egli stesso, per il suo carisma, la sua reputazione e la sua figura, impersonava di
per se' tutte le caratteristiche di coraggio e di dignita' che comportava il personaggio.
E per quanto riguarda Richard Gere, quali sono le
caratteristiche che ha visto nell'attore che le hanno suggerito di sceglierlo per la parte
di Lancillotto?
Quello che mi attirava di più nella sceneggiatura era il cambiamento del personaggio di
Lancillotto rispetto alle versioni precedenti. Invece di essere un personaggio romantico,
che si presenta a Re Artu' per diventare un cavaliere della tavola rotonda, in questa
versione egli è un ribelle, che non ha ideali e che li trova nel corso della storia; un
personaggio dunque più interessante perchè più contradittorio. Inoltre, non volevo
mettere dinanzi a Sean Connery qualcuno di troppo giovane, volevo un attore più vicino
all'eta' di Re Artu'. E chi meglio di Richard Gere, che tra l'altro sa cavalcare ed ha una
grande preparazione atletica, poteva corrispondere a queste caratteristiche? Vorrei
ricordare inoltre che non ho mai desiderato fare un film di storia ma un film di fantasia;
quindi il fatto che nella leggenda, Lancillotto sia un personaggio piu' giovane non
contava per me. Infine, devo ammettere di essere un grande ammiratore di Richard Gere e mi
sembrava che aveva, come dimostrato dai suoi film precedenti, il carisma adatto per
interpretare in modo credibile la parte dell'uomo di cui si innamora Ginevra.
La storia d'amore, che nella leggenda occupa un posto
preponderante, qui sembra fare solo da cornice all'aspetto politico della storia. Lo si
vede sopratutto nell'accuratezza con cui le scenografie oppongono il mondo libero di
Camelot a quello oscuro di Malagan.
Assolutamente vero. Una delle cose che mi attirava maggiormente nel fare questo film, era
di poter ricreare un universo nuovo attraverso il colore, le scenografie e i costumi, e
quindi tradurre in termini visivi il conflitto tra il dovere e le passioni, la demograzia
al fascismo, il bene e il male. Trascendere la semplice storia d'amore era la cosa piu'
importante.
Quale peso hanno i valori della tavola rotonda - vale a
dire l'onore, la giustizia, la fedeltà - nel mondo di oggi?
Ci sono dei valori essenziali che non mutano mai, che sono universali e eterni anche se
non realizzati, e quindi costituiscono un'utopia sempre valida. Sulla tavola rotonda c'e'
la scritta: "nel servire gli altri si trova la liberta'". Questo per
esempio, e' uno di quei valori che e' sempre stato presente nei secoli, ed e' per questo
che la leggenda della tavola rotonda ha perdurato cosi' a lungo.
Le critiche per l'attore che interpreta il cattivo,
Malagan, sono state strepitose in Inghilterra...
Ben Cross e' un attore meraviglioso. Ho incontrato moltissimi attori in Inghilterra per la
sua parte, ma nessuno aveva la sua forza, la sua visceralita'. Appena l'ho incontrato, ho
capito che era fatto per la parte del cattivo e mi considero fortunato ad averlo potuto
utilizzare, considerando l'importanza del suo personaggio come unico antagonista degli
altri tre.
I valori che il cattivo Malagan difende nel film, vale a
dire la ragione del piu' forte, hanno piu' futuro di quelli difesi da Artu'...
Spero di no. Il mondo e' da sempre incatenato in questa lotta tra il bene e il male. Ci
sono a volte manifestazioni del male che sembrano impossibili da sconfiggere. Ma in
verita', ho voluto evitare un certo manicheismo: Lancillotto per esempio, all'inizio della
storia, anche se non è un criminale, e' pero' qualcuno che pensa solo a se stesso, mentre
Ginevra e' in bilico tra il peso delle sue responsabilita' verso gli altri e la facilita'
di una scelta egoistica di vita. I due personaggi hanno quindi qualcosa in comune con il
cattivo. Solo che quest'ultimo ha gia' fatto la sua scelta e ha scelto il male, mentre gli
altri lottano con se stessi per non soccombere alla tentazione del male, e quindi sono
personaggi complessi perche' contraddittori.
Ha visto le precedenti versioni cinematografiche della
leggenda di Camelot, come il film di Bresson?
No. Non ho visto il film di Bresson. Conosco "Excalibur", e soprattutto le
vecchie versioni degli anni cinquanta, senza dimenticare il musical "Camelot".
La leggenda di Camelot appartiene sopratutto alla cultura
britannica. Non si e' preoccupato di poter offendere tale cultura apportando cambiamenti
cosi' consistenti alla versione classica?
E' stata una preoccupazione costante, tanto e' vero che, come ho detto prima, ero pronto a
cambiare i nomi dei personaggi, dato che quello che mi interessava era soprattutto
raccontare il conflitto morale presente nella sceneggiatura invece di rivisitare la
leggenda dei cavalieri della tavola rotonda. Ma quando, su un'antologia letteraria che mi
e' capitata tra le mani nella fase di ricerca, mi sono accorto che esistevano migliaia di
versioni diverse della stessa leggenda, nessuna delle quali era uguale all'altra, allora
ho capito che il problema della fedelta' al testo non si poneva proprio. Inoltre, va
notato che il vero cambiamento della mia versione rispetto a tutte le altre e' l'assenza
totale di elementi fantasy, come la figura del Mago Merlino, le streghe e le magie di ogni
genere.
Film come "il primo cavaliere" possono essere
fatti da molti bravi registi, mentre "L'aereo piu' pazzo del mondo" o "Una
pallottola spuntata" possono essere fatti solo da lei. Perche' non torna a fare
parodie, tanto piu' che questo suo film drammatico potrebbe costituire un'ottima base per
fare un film demenziale sui cavalieri della tavola rotonda, magari con una playmate nel
ruolo di Ginevra?
Ottimo suggerimento. Quasi quasi me lo appunto su un pezzo di carta. Devo dire che la
commedia, che e' un genere che mi piace molto, mi e' mancata sul set del "Primo
cavaliere". Ma la scelta dei miei progetti non si basa mai sul genere cinematografico
al quale appartengono, ma sulla storia. Spero solo che la prossima sceneggiatura di cui mi
innamorero' sia una commedia, ma non posso stabilirlo a priori.
Quali sono i suoi progetti come produttore?
Ci sono vari progetti, ma niente ancora in fase di preparazione. Mio fratello David sta
per iniziare le riprese di una commedia demenziale "High Scool High", per Tri
Star. Per quanto mi riguarda, mi godo questo periodo di vacanza. Ho varie sceneggiature
per le mani che come produttore sto valutando, ma niente di definitivo.
Come mai c'e' questa moda di fare film tratti dalle
leggende o dalla storia britannica, come "Braveheart", "Rob Roy" o
"First Knight"?
Credo che l'uscita contemporanea di questi tre film sia una coincidenza. Se vi e' una
tendenza a fare dei film in costume, questo e' dovuto al successo di
"Robin-Hood" e "Balla coi Lupi". Questo successo ha incitato
sceneggiatori a scrivere storie di questo tipo con la certezza che gli studios le
avrebbero comprate, cosa che è avvenuta. Il tempo di entrare in produzione, cioe' due o
tre anni, e cosi' nascono contemporaneamente tre o quattro film medioevali che si svolgono
in Inghilterra. Si tratta quindi di una scelta di mercato.
Dobbiamo aspettarci altri film di questo tipo, o
questa moda si sta esaurendo?
Non sono mai stato bravo nel prevedere dove sta andando Hollywood. L'unica tendenza che
sono in grado di notare, e' che le paghe degli attori stanno salendo precipitosamente. E
direi anche pericolosamente, dato che piu' soldi si danno all'attore, meno ne rimangono
per il film. Gli studios sono pronti a concedere qualsiasi cosa ad una star, ma si
mostrano economi con i registi, e inamovibili quando si tratta di concedere piu' soldi per
la realizzazione di un film.
Per "L'aereo piu' pazzo del mondo", che ha
girato assieme a suo fratello ed a Abraham, come vi siete organizzati? C'e' stata molta
improvvisazione?
Piu' un film e' demenziale, meno spazio concede all'improvvisazione. Tutto e' stato
scritto e calcolato in fase di sceneggiatura, esiste solo il cinque per cento di
improvvisazione durante le riprese. E' gia' abbastanza difficile essere in tre sulla regia
di un film, cosa che sconsiglierei a chiunque. Ma per quanto ci riguarda, l'esperienza che
avevamo avuto insieme lavorando come trio nei live-shows ci ha permesso di mettere a punto
un metodo di lavoro insieme: prima ci mettiamo d'accordo su quali sono gli scopi da
raggiungere, poi discutiamo solo sul modo, ma mai sui fini.
Si ha l'impressione che a Sean Connery non importi piu'
tanto di recitare in questi ultimi anni...
Non credo. Sean prende molto sul serio il suo lavoro ed e' pronto a lavorare anche di
notte, senza interruzione. Quello che non ama e' perdere tempo, le lunghe ore di attesa
sul set senza fare niente. Se puo' aver dato l'impressione di interessarsi di piu' al
gioco del Golf che alla recitazione, e' solo perche' lui prende tutto molto sul serio, e
quindi anche il Golf. Ma sul set e' un attore molto coscienzioso e serio, che contribuisce
anche con le sue improvvisazioni a rafforzare il personaggio che deve interpretare.
Ha mai pensato di fare l'attore? Lei ha una grande
somiglianza con Woody Allen.
Grazie, ma preferisco rimanere dietro la macchina da presa.
Gianguido Spinelli |