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INTERVISTA A HAL SALWEN
Domanda: Il film è tratto da una commedia o è una sceneggiatura originale? Hal Salwen: Si tratta di una sceneggiatura originale. D.: Potrebbe essere una commedia di teatro fantastica... H.S.: Me lo hanno fatto notare spesso. D.: Come mai il film non è ancora uscito in america? H.S.: Il film è stato acquistato dalla Sony che ha deciso di farlo uscire in Marzo 1996. D.: Perchè ha scelto di raccontare proprio questa storia che ruota attorno al telefono? H.S.: Quando scrivevo sceneggiature per altri, vivevo come i personaggi di Hello Denise. Scrivevo al computer e rispondevo al telefono senza muovermi dalla mia stanza. E' così che mi è venuta l'idea di raccontare questa storia. E quando l'ho scritta, me ne sono innamorato e ho pensato che era una base perfetta per fare un primo film, perchè offriva l'occasione di realizzarlo con pochi soldi. Il film infatti è stato realizzato in vent'otto giorni, ogni attore ha lavorato da solo per quattro giorni. D.: Quanto è costato il film? H.S.: Più o meno seicentocinquantamila dollari. D.: In che misura il fatto di starsene asseragliati in casa di fronte al proprio computer, rispondendo al telefono, può cambiare la personalità delle persone? H.S.: Penso che perdiamo la nostra capacità a interagire socialmente. Tutti questi mezzi tecnologici ci allontanano dal dover affrontare un contatto diretto. Questo allontanamento avviene a tappe: ieri con il telefono, oggi con l'Email, domani chissà come. Un pò come succede a Los Angeles, dove la vita sociale della gente è profondamente influenzata dal fatto che tutti sono rinchiusi nella loro macchina e si sentono solo lì al sicuro, così per il telefono, succede che le persone si sentono protette dal fatto che nessuno le vede. Possono parlare con gli altri sensa sentire il bisogno di lavarsi, di curare la propria persona, così come avviene per un personaggio del film. E' quindi un modo per nascondersi senza smascherare la propria personalità. D.: Ma ci saranno i videotelefoni fra poco... H.S.: L'invenzione del video-telefono è una vecchia storia che non ha mai attecchito. Fu presentato già trent'anni fa in America senza successo. Penso sia dovuto al fatto che il video impone alla persona di mostrarsi in modo molto formale. Bisogna parlare al telefono stando contemporaneamente rigidi davanti ad un obbiettivo. La forza del telefono è invece quella di permetterci di nasconderci. Non mostrandoci, abbiamo l'illusione di essere più liberi nella comunicazione. Ma è solo un'illusione. Crediamo di avere una relazione con qualcuno. E' quello che mi è successo anni fà. Per più di tre anni, ho parlato al telefono con un amico praticamente ogni giorno, senza vederlo. Avevo l'impressione di sapere ormai tutto di lui, ma quando l'ho incontrato per davvero ad una festa, mi sono accorto che era cambiato. Sapevo tutto della sua vita, ma mi rendevo conto che fisicamente era un'altra persona. D.: E' al corrente che Spike Lee sta preparando anche lui un film sullo stesso tema? H.S.: Non si tratta esattamente dello stesso tema: il suo sarà un film sul telefono erotico. D.: Con che criterio ha scelto i suoi attori, che sono tutti sconosciuti? H.S.: In realtà c'erano alcuni attori famosi che erano interessati a fare il film. Per un attore, questo genere di film è un piacere, in quanto la logistica della produzione gli permette di lavorare in continuità per quattro giorni, senza interagire con gli altri, come se fosse un one-man-show. Ma non ho potuto sceglierli perchè questo film era un film di gruppo, e dovevo scegliere gli attori sulla base di Tim Daly, che avevo scelto per primo. Il casting si è quindi costruito sul criterio della coerenza con questa prima scelta. Attori più famosi avrebbero certamente contribuito con la loro personalità, ma avrebbero rischiato di sbilanciare il film che, lo ripeto, era un film di gruppo, non un film con protagonista unico. Inoltre, prendere attori non noti rendeva il tutto più reale. D.: Ha visto un film indipendente di qualche anno fà, "Giulia has two lovers", in cui un uomo e una donna avevano una storia d'amore per telefono nella prima parte del film prima di incontrarsi? H.S.: Non conosco quel film. D. Pensa che sia possibile avere una storia d'amore per telefono? H.S.: Penso che sia possibile, ma che non sia la stessa cosa. Al telefono, abbiamo solo una voce, senza il corpo. Si tratta solo di una piccola parte della persona. Il rapporto epistolare è diverso: quando si scriveva una lettera, si ragionava molto su quello che si doveva trasmettere, e la personalità di una persona traspariva molto di più che al telefono. L'assenza del corpo nella comunicazione telefonica è grave, perchè quando si dice una cosa, lo si dice anche con lo sguardo, con i gesti e la persona recepisce le stesse parole in modo diverso. E poi, quando un uomo e una donna si vedono, possono passare una serata intera insieme. Al telefono non si può passare una serata intera perchè dopo un pò non c'è più niente da dire. Due persone escono, vedono il tramonto, e questo li spinge a dirsi certe cose. Al telefono questo non è possibile, perchè oltre al corpo, è il mondo circostante che è assente. D.: Ha scritto sceneggiature per altri? H.S.: Per la cable TV sopratutto. Poi ho scritto due sceneggiature originali, si trattava di polizieschi d'azione ("Deadly surveillance") che sono state vendute a Hollywood. Inoltre ho contribuito ad una delle stesure della sceneggiatura di un film con Woopie Goldberg, "Eddy", che deve ancora uscire, un film sul basket. E' un tipo di lavoro per il quale non figurerò nei titoli di testa. a cura di Gianguido Spinelli |
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