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INTERVISTA a Ron Howard, regista del film APOLLO 13
R.H. In realta' come attore ho fatto un paio di film
per la tv che erano basati su episodi di cronaca e ne sono rimasto molto soddisfatto. Quali sono state le maggiori difficolta' nel realizzare le riprese in assenza di gravita'? E dove le avete realizzate? R.H. Abbiamo utilizzato il simulatore della NASA, che e' un aereo imbottito e con pochi posti a sedere che compie continue parabole sopra il Golfo del Messico e, quando raggiunge il vertice massimo della parabola, al suo interno produce una situazione di assenza di gravita' che dura per 23 secondi. In un giorno di riprese compivamo una media di 98 parabole, e per girare tutte le scene a gravita' zero abbiamo impiegato circa dodici giorni nel corso dei quali, fortunatamente,. abbiamo avuto dei piccoli incidenti. Uno degli attori (Bill Paxton), ad esempio, una volta si e' fatto un taglio in testa. Lui pero' e' stato il primo ad adattarsi all'assenza di peso. Durante il nostro primo volo di prova infatti si muoveva gia' con la massima agilita', navigando nella cabina come una lontra in un ruscello e poiche' in passato aveva lavorato come scenografo con Roger Corman, quando sul set si rompeva qualcosa, era sempre lui che "volava" ad aggiustarla, appicando roba col nastro adesivo e sostituendo gli altri che magari si sentivano male. Prima di girare il film vi siete dovuti sottoporre a qualche speciale esame fisico? R.H. Si, e non solo gli attori ma l'intera troupe, ed abbiamo anche dovuto seguire un corso per apprendere i rudimenti del volo, dell'alta pressione e soprattutto sulle procedure di emergenza. E c'e' stato qualcuno che non ha passato gli esami ed ha dovuto rinunciare al film? R.H. Si. Fortunatamente tutti gli attori sono stati fatti abili, ma un paio di membri della troupe hanno dovuto rinunciare per motivi fisici. Come sono stati scelti gli attori? Ed e' vero che anche Val Kilmer e John Travolta erano tra i candidati ad interpretare i cosmonauti? R.H. Abbiamo esaminato un gran numero di attori,
perche' molti desideravano interpretare una delle parti nel film. Lei ha gia' fatto un film che aveva a che fare, anche se marginalmente, con lo spazio, COCOON. Cos'e' che l'affascina in particolar modo di questo argomento? R.H. Beh, lo spazio e' l'ultima frontiera... Qual'e' stato il motivo che l'ha spinta a fare questo film proprio adesso? R.H. La vicenda dell'Apollo 13 e' estremamente affascinante. Si tratta di una pagina straordinaria della storia americana, ma allo stesso tempo e' una storia universale. Cambia i personaggi con Ulisse e i suoi compagni ed ottieni l'Odissea. Non so se mi spiego... Ma come sono considerati gli astronauti nell'America di oggi? R.H. Sono rispettati ed il fatto di essere astronauti ancora rappresenta un fiore all'occhiello nella societa' americana, ma non sono piu' le superstar che erano un tempo. Ma la qualita' dolce amara del film e' proprio quella che riguarda questo momento di transizione, cioe' quando il pubblico americano ha cominciato a perdere interesse in cio' che fanno. Quindi la storia che racconta il nostro film e' quella di una grande conquista ma anche quella del profondo senso di perdita sperimentato da alcuni uomini. Ha qualche rimpianto per i vecchi tempi di HAPPY DAYS? R.H. La cosa piu' bella di HAPPY DAYS e' che sono rimasto in contatto con alcuni degli attori che presero parte alla serie. Siamo molto amici. Pero' ho sempre desiderato fare il regista, quindi sono questi i miei "happy days" (giorni lieti). E il suo prossimo film di cosa parlera'? Sto preparando un giallo che non e' basato su una storia vera ma e' molto realistico e , che s'intitola RANSOM. Tratta di un rapimento e l'interprete principale sara' Mel Gibson. Le riprese dovrebbero cominciare a meta' di gennaio e per il momento questo e' tutto quello che vi posso dire al riguardo. |
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