Tempi Moderni

Interviste


INTERVISTA AD ALFONSO ARAU
SULLA MUSICA DI "A WALK IN THE CLOUDS"

Che cosa l'ha spinta a scegliere Maurice Jarre per comporre la musica del suo film?
Alphonso Arau: Si tratta di un film molto romantico e quando ricevetti delle informazioni sui compositori che erano disponibili a Hollywood e ho visto il suo nome sulla lista, fui veramente molto entusiasta, perchè la musica di "Dr. Zhivago" e specialmente il tema di Lara sono tra le mie musiche preferite. Ero veramente felice solo all'idea che fosse possibile avere Maurice Jarre per la musica di un mio film. Si tratta di un uomo romantico. Io e lui siamo tra i pochi romantici rimasti sulla terra.

Aveva delle idee precise su come avrebbe dovuto essere la musica?
A. A.: Ho chiesto a Maurice di comporre temi per i personaggi principali. Uno per Victoria, uno per Paul e uno per i vigneti che in fondo costituivano un altro personaggio. Poi gli ho chiesto di basare tutta la musica su questi tre temi. Come all'opera, non appena appare in scena un personaggio, si usa il suo tema. Gli ho anche chiesto di comporre temi che potessero essere ricordati dal pubblico.

mosto5.jpg (16647 bytes)Come descriverebbe il potere della musica in un film? Si tratta di un dettaglio o conta come se fosse un vero e proprio personaggio?
A.A.: Io la uso come uno strumento molto efficace, specialmente in un melodramma classico come "A walk in the clouds". In un melodramma classico, l'obbiettivo dell'autore e del regista è di rompere le attitudini razionali del pubblico e di metterlo in un'atmosfera molto romantica, molto sentimentale e passionale. Tutto, in un melodramma, deve contribuire a questo fine, e la recitazione, la fotografia, ecc... aiutano il pubblico ad entrare in quell'atmosfera. Penso che la musica sia uno strumento fondamentale per spingere lo spettatore alle lacrime o comunque a metterlo in uno stato realmente passionale.

Come regista, in che momento inizia a ragionare sulla musica?
A.A.: Quando scrivo la sceneggiatura penso sempre al tipo di musica che potrebbe essere usata per ogni scena.

Come ha incontrato Maurice Jarre?
A.A.: Ero seduto in un ristorante e qualcuno mi disse che l'uomo che stava seduto accanto a noi era Maurice Jarre, il compositore di "Dr. Zhivago" e "Lawrence d'Arabia". Ebbi un soprassalto, mi alzai ed andai a parlargli. Gli dissi quanto lo ammiravo. Quindi, per caso, per puro caso, ci siamo incontrato prima che fosse chiamato a comporre la musica del film. Credo che fosse destino.

Ha avuto dei problemi durante il montaggio, prima di dare il film a Maurice Jarre? Ha avuto un'influenza sulla sua composizione?
A.A.: Non abbiamo avuto problemi. Ci sono state discussioni tra il produttore, il regista, ecc... riguardo ad alcune scene, ma poi all'atto pratico la mia opinione ha prevalso. Il pubblico di una prewiew mi ha dato ragione, e così tutti i problemi sono svaniti.

Lei è messicano e il film parla di una famiglia messicana. Ha fornito a Maurice delle idee musicali messicane per suggerirgli i suoni che voleva?
A.A.: Si. Ho cercato di dargli alcuni riferimenti su certi compositori classici messicani che lui già conosceva, e ho anche fatto riferimento ad un paio di compositori americani come Aaron Copland e Leonard Bernstein. Quindi gli ho indicato questi modelli che, comunque, lui già conosceva. Mi piace come sia riuscito ad integrare alcuni motivi messicani nella colonna sonora.

Come avete lavorato insieme?
A.A.: Il mio modo di lavorare consisteva dapprima nel sedersi insieme a lui e dargli tutti i miei appunti. Dopodichè, lui mi faceva ascoltare alcuni brani. Poi, mentre componeva, avevamo un assistente che trasferiva tutta la partitura in un sintetizzatore. Avevamo un'idea e io la sincronizzavo con l'immagine. Maurice ed io potevamo verificare contemporaneamente se funzionava, poi discutevamo alcuni punti, e quindi quando andavamo nella sala di registrazione eravamo sicuri di quello che volevamo.

Ci sono due canzoni nella colonna sonora per le quali lei ha scritto le parole. Perchè ha scelto queste canzoni?
A.A.: Ho usato certa musica messicana, non solo queste canzoni, ma anche un paio di altre melodie che abbiamo incluso nella musica. Sono state composte da Leo Brouwer, e io vi ho aggiunto le parole.

La musica di "Come acqua per il cioccolato" è molto diversa dalla musica di "Walk in the clouds". E' dovuto ad un approccio musicale diverso?
A.A.: Non si può paragonarli. Sono due cose diverse. Mi piacciono tutte e due le musiche. La musica di Maurice è più hollywoodiana; la strumentazione, il modo in cui arrangia il sottofondo musicale, ecc... E' completamente legata all'immagine e cambia ad ogni inquadratura. La musica di "Come l'acqua per il cioccolato" è stata composta da Leo Brouwer e ha uno stile più europeo. La trovo molto bella.

E' stato difficile per lei usare un'orchestra?
A.A.: No, in realtà è stato più facile. Direi che dipende dai casi però. Per alcune cose, un'orchestra completa sarebbe inadeguata. Per questo film ma anche per "Come acqua per il cioccolato", mi sarebbe piaciuto avere un'intera orchestra ma non me la sono potuta permettere. Mi piace l'orchestra intera e non costituisce un problema per me. In realtà, aiuta. Desta l'interesse del pubblico.

Come ha reagito quando Maurice Jarre ha accettato di comporre la musica per il suo film?
A.A.: Ero estremamente felice, molto lusingato. Non potevo crederci perchè sono sempre vittima della sindrome di essere un immigrato del terzo mondo. Era quindi come un sogno. Mi ha fatto la stessa sensazione di quando ho saputo che avrei diretto Anthony Quinn; era un gran piacere lavorare con una leggenda come Maurice.

Che cosa rammenta maggiormente della sua collaborazione con Maurice Jarre?
A.A.: Tutto. Ogni momento del lavoro con lui era molto piacevole e fui molto emozionato quando vidi la grande orchestra e ascoltai il suono. Fu un momento molto importante per me.

a cura di Gianguido Spinelli