Tempi Moderni

I film del 1995


INCONTRI A PARIGI
(LE RENDEZ - VOUS DE PARIS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Eric Rohmer
Immagine: Diane Baratier
Suono: Pascal Ribier
Montaggio: Mary Stephen
(Francia, 1995)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: BIM
Distribuzione Home video: MONDADORI VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Esther: Clara Bellar
Horace: Antoine Basler
Lei: Aurore Rauscher
Lui: Serge Renko
La ginevrina: Benedicte Loyen

incon1.jpg (10815 bytes)Cos'è che rende il cinema di Eric Rohmer unico ed inconfondibile, tale da poter esser riconosciuto da ogni sequenza o dialogo senza tema di possibile smentita? Probabilmente, la sua capacità di rappresentare la quotidianità in maniera assolutamente naturale, dando allo spettatore l'impressione di assistere a momenti di vita di persone reali e non di personaggi; assecondando, cioè,il naturale piacere della visione in chiave esplicativo-descrittiva, ed inanellando di volta in volta capitoli di una immensa opera aperta fondata su continue metonimie e piccoli slittamenti.
I tre segmenti che compongono questo "Insieme a Parigi", ad esempio, si muovono secondo vettori ben familiari ai rohmeriani d'antica osservanza: in "L'appuntamento delle sette" è facile rinvenire apparentamenti con "L'amico della mia amica", in "Le panchine di Parigi" con "La donna dell'aviatore", in "Madre e figlio, 1907" con "Il ginocchio di Claire", e si potrebbe anche dire che poco o nulla qui si aggiunge a quanto visto in precedenza.
incon2.jpg (10007 bytes)Ma che importa? Seppur il gioco combinatorio degli elementi ha a tratti il sapore del deja vu, il gusto della conversazione tracima nella logorrea ed il meccanismo mostra lievemente la corda, resta tuttavia l'incanto d'una mise en scene di mozartiana leggerezza; ad oltre venticinque anni di distanza da "La mia notte con Maud", quel che è andato perduto in termini di freschezza dello sguardo appare davvero poca cosa, e rimane sorprendente la capacità del regista di scandagliar il reale in punta di cinepresa, senza ingenerar tedio ed anzi divertendo non poco.
Gli attori, da noi pressoché sconosciuti, si adeguano ai disegni della regia come meglio non si potrebbe (ed il doppiaggio, per contro, appare parecchio appiattente); l'uso della camera a mano, infrequente nel Nostro, risulta piacevole ed estremamente funzionale soprattutto nelle belle scene en plein air.

Francesco Troiano