Tempi Moderni

I film del 1995


HONG KONG EXPRESS

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia e sceneggiatura: Wong Kar-Wai
Direttore della fotografia: Christopher Doyle
Montaggio: William Chang - Hai Kit-Wai - Kwong Chi-Leung
Scenografia: William Chang
Musica: Frankie Chan, Roel A.Gracia
Produzione: Chan Yi-Kan per la Jet Tone Production Co. LTD
(Hong Kong, 1995)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: BIM
Distribuzione Home Video: MONDADORI HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

La donna senza nome: Brigitte Lin Chin-Hsia
Poliziotto matricola 223: Takeshi Kaneshiro
Faye: Faye Wang
Poliziotto matricola 663: Tony Leung Chiu-Wai
La Hostess: Valerie Chow

hong1.jpg (12442 bytes)Hong Kong Express è un film diviso in due episodi, l'uno distinto dall'altro, ma che ruotano entrambi nello stesso quartiere di Hong Kong e che hanno come filo conduttore la storia di due coppie che s'incontrano.
Girato quasi per intero a spalla, in uno stile molto presente, genere video musicale, il film è stato realizzato in pochissimo tempo e con un budget molto basso. Kar-Wai, è stato dunque costretto a girare la notte per poi scrivere di giorno. Il risultato è un film senza dubbio spontaneo, con delle trovate interessanti e con un'ottima direzione degli attori che, soprattutto nel secondo episodio, sono veramente bravi. E' un film scattante questo e allo stesso tempo delicato. Vi serpeggia un'ingenuità che a tratti rasenta la banalità, il tipico gusto kitch delle culture orientali quando sono imbastardite dall'influenza americana, e che potrebbe anche dare fastidio, ma che invece è sintomo di sincerità. Vi è poi un aspetto fatalista che cattura benissimo tutti quei salvagenti ai quali chi soffre per amore si aggrappa di volta in volta. Uno degli aspetti più interessanti è il rapporto che Kar-Wai instaura tra i personaggi e gli oggetti, dando a quest'ultimi un vero e proprio ruolo e mostrando a noi, il concetto molto orientale, che tutto intorno a noi ha vita.
hong2.jpg (8146 bytes)Per cui, nel secondo episodio, che è di gran lunga superiore al primo, il protagonista maschile (poliziotto matricola 663), parla con gli oggetti, si rammarica per il suo vecchio straccio da cucina che piange (gocciola) e si prende cura di lui, lo strizza. E la donna che si è innamorata del poliziotto, lo conquista piano piano, intrufolandosi di nascosto nel suo appartemento e sostituendo gli oggetti vecchi e mal tenuti con altri più nuovi, più belli. Man mano che la casa si riempie di oggetti, il poliziotto incomincia a vivere meglio, ad essere più consapevole.
Contrariamente a quanto altri miei colleghi hanno sostenuto, Kar-Wai ha il solo difetto di indugiare un po' troppo in virtuosismi tecnici, in movimenti di macchina non sempre necessari. Insomma nell'utilizzo a tratti superficiale ed estetico del mezzo cinema. E forse, questo è il più grosso difetto di questo film comunque interessante e spesso seducente.

Sebastiano Tecchio