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QUANDO GLI ELEFANTI VOLAVANO
(OPERATION DUMBO DROP)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Simon Wincer
Produttore: Diane Nabatoff e David Madden
Sceneggiatura: Gene Quintano e Jim Kouf
Direttore della fotografia: Russell Boyd, A.C.S.
Scenografie: Paul Peters
Montaggio: O. Nicholas Brown
Costumi: Rosanna Norton
Musiche: David Newman
(USA, 1995)
Durata: 108'
Distribuzione cinematografica: Buena Vista
PERSONAGGI E INTERPRETI
Sam Cahill: Danny Glover
Capitano Doyle: Ray Liotta
David Poole: Denis Leary
Harvey Ashford: Doug E. Doug
Lawrence Farley: Corin Nemec
Linh: Dinh Thien Le
Goddard: Tcheky Karyo
Bo-Tat Tai (l' elefante)

Diretto da Simon Wincer, il regista di Free Willy, questo film
ambientato durante la guerra del Vietnam, ha come protagonista un elefante di nome Bo-Tat.
Sam Cahill, capitano dell'esercito americano è stanziato in un piccolo villaggio, punto
di importanza strategica nella guerra contro i Vietcong. Un capitano anomalo questo,
pacifico e sereno come se fosse un turista in vacanza, veste i vestiti locali, e partecipa
alla vita della piccola comunità in cima alle spettacolari montagne del Vietnam. Ma
questo idillio non può durare per sempre. Cahill ha terminato la sua 'vacanza' in Vietnam
e sta per essere rimpiazzato dal Capitano Boyle, Ray Liotta, fresco dall'accademia, il cui
sogno è di essere a capo di un plotone di berretti verdi, di veri guerrieri, quelli di un
altro film forse.
Gli abitanti del pacifico villaggio non sono molto contenti di questo passaggio di
consegne. Boyle non è interessato a bere il loro vino che sa di vomito, guarda con
scetticismo la statua della divinità protettrice del villaggio e non gioca con i bambini.
Anzi, li manda via così che questi sono costretti a rubargli la barra di cioccolato
americano la cui cartina darà prova ai cattivi Vietcong che il villaggio collabora con
gli americani. In Vietnam, gli elefanti sono considerati sacri ed è per questo che per
punizione, i Vietcong uccidono l'elefante del villaggio. La colpa naturalmente ricade sul
Capitano Boyle. Per non rovinare i rapporti con il villaggio, ma anche e sopratutto
perché bisogna "compiere una buona azione prima di andarsene dal Vietnam"
Cahill e Boyle, mettono insieme una piccola squadra di uomini la cui missione è trovare
un elefante e portarlo al villaggio in tempo per la imminente festa della divinità. Così
ha inizio l'avventura che avrà fine quando, l'elefante ed il suo giovane proprietario,
l'orfano Linh atterreranno nel villaggio dopo un rocambolesco volo in paracadute.
Ho raccontato la trama perché sull'ultima inquadratura, una scritta in
sovraimpressione ci segnala che il film è tratto da una storia vera. Ed è sicuramente
una vicenda singolare, molto differente da quelle a cui siamo ormai abituati. Ma quello
che è ancora più singolare e anche sinistro, è che chi la racconta non è un Oliver
Stone, o un Coppola, o un Brian De Palma, qualcuno insomma che attraverso il proprio film
vuole darci un nuovo punto di vista su una guerra che ha, più di tutte le altre, segnato
pesantemente un intera generazione di americani. No, è la Walt Disney che ce la racconta.
E siccome la Walt Disney non può che raccontare favole, e dunque non può fare film di
guerra, sforna un film pedagogico ambientato in Vietnam, dove i guerrieri si prendono a
pugni invece che sparare e dove neanche una pallottola va a segno. Dove militari che hanno
assistito alle più grosse atrocità sembrano essere appena usciti da un massaggio Shatzu
e dove alla fine, anche i Vietcong si inteneriscono di fronte all'elefante 'volante'
risparmiandolo, dopo che per gran parte del film l'hanno inseguito su e giù per il
Vietnam .
Perché la Walt Disney? La risposta è chiara. Perché c'è un elefante di mezzo e gli
elefanti, si sa, piacciono tanto ai bambini ed inteneriscono gli adulti. E perché poi, è
passata la 'moda' dei film sul Vietnam. Facciamogli vedere che non tutto era brutto, che
anche lì, in mezzo alla guerra c'erano i buoni sentimenti. La storia è vera... nessuno
può essere offeso.
Ecco cosa ti combina la mancanza di sincerità di una Major che non ha più idee.
Sebastiano Tecchio |