Tempi Moderni

I film del 1995


DREDD - LA LEGGE SONO IO
(JUDGE DREDD)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Danny Cannon
Soggetto: Michael De Luca, William Wisher
Sceneggiatura: William Wisher, Steven E. De Souza
Fotografia: Adrian Biddle
Musica: Alan Silvestri
(USA, 1995)
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione Home video: CECCHI GORI HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Judge Dredd: Sylvester Stallone
Rico: Armand Assante
Fergie: Rob Schneider
Judge Fargo: Max Von Sydow
Judge Hershey: Diane Lane
ilsa: Joan Chen
McGruder: Joanna Miles

dredd0.jpg (15407 bytes)Non si puo' dire che Stallone non ci abbia provato: ma tutti i tentativi di abbandonare i panni del supereroe muscolarmente ipertrofico e perennemente sul punto di esplodere, (dalla commedia pura alla OSCAR fino al poliziesco parodistico come FERMATI, O MAMMA SPARA) si sono risolti in esiti deludenti sotto il profilo del box office, causando stroncature critiche non meno furenti del consueto.
Forever Rambo, deve perciò essersi detto il Nostro: e quindi ritorno all'antico, fisicita' pura e botte e botti ed effetti speciali e mascelle digrignanti ed insomma tutto l'armamentario piu' vieto e trito del genere (vedi CLIFFHANGER, DEMOLITION MAN, LO SPECIALISTA).
Questo DREDD-LA LEGGE SONO IO, in particolare, appare un puro e semplice veicolo per consentire al buon Sylvester di sciorinare per intero il prevedibile repertorio di cui sopra: basato sul celebre personaggio a fumetti creato da John Wagner e Carlos Ezquerra, il film è una sorta di ecatombe frastornante e coloratissima dove il buono di turno (un giudice-esecutore alle prese con una criminalita' feroce e degradata, nell'anno di grazia 2139) ingaggia un mortale duello per garantire la sopravvivenza di quel che resta in termini di giustizia e di civile convivenza.
dredd1.jpg (9583 bytes)Evidentemente concepita per un pubblico under 13, la pellicola si rivela come una sorta di banca delle idee correnti in termini di science fiction post-apocalittica: cascami di BLADE RUNNER, lacerti di GUERRE STELLARI, frattaglie dei vari MAD MAX assemblati in una confezione sgangherata ed improbabile, vieppiu' appesantita da una sceneggiatura di sconcertante banalita'.
Gli attori, alle prese con ruoli inesistenti sotto il profilo psicologico ed inconsistenti dal punto di vista narrativo, si adeguano alla bisogna come meglio possono. Stallone è di certo quello più a suo agio, anche se il costume creato per l'occasione da Gianni Versace lo rende piu' goffo ed impacciato che atletico e scattante.

Francesco Troiano