Tempi Moderni

I film del 1995


CYCLO
(XYCLO)

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e regia: Tran Anh Nung
Dialoghi: Nguyen Trung Binh, Tran Anh Nung
Fotografia: Benoit Delhomme
Musica: Ton That Tiet
(Vietnam-Francia, 1995)
Durata: 13O'
Distribuzione home video: Mondadori video.

INTERPRETI

Le Van Loc
Tony Leung Chiu-Wai
Tran Nu Yen Khe
Nguyen Nhu Quynh

hung.jpg (8325 bytes)Ha diviso la critica nostrana (e non solo), all'ultima edizione della Mostra del cinema di Venezia, l'assegnazione del Leone d'Oro a "Cyclo", opera seconda del giovane (classe 1962) cineasta vietnamita Tran Anh Hung: c'è chi si è entusiasmato per le indubbie qualità registiche del Nostro e ne ha apprezzato completamente lo stile involuto ed ellittico, altri hanno invece ritenuto il film solipsistico e compiaciuto, in equilibrio precario tra la composta classicità della prima parte e gli eccessi fiammeggianti e quasi gore della seconda.
A nostro avviso, nelle ragioni addette da entrambi gli schieramenti si trova del vero: ma, complessivamente, ci sembra di poter comunque affermare che "Cyclo" non costituisca un passo avanti rispetto al precedente ed assai più conchiuso "Il profumo della papaya verde", dove la rispondenza tra forma e contenuto appariva ben maggiore ed il filo del discorso non veniva mai smarrito.
Qui, in un clima di miserabilismo agglutinante cascami desichiani e suggestioni eterogenee (Scorsese certamente, ma anche il Leone di "C'era una volta in America"), il regista non padroneggia pienamente la materia narrativa e soprattutto s'intigna a prenderne le distanze, raffreddandone l'incandescenza con l'uso del tempo reale e di una fastidiosissima voce off: ne risulta un'opera fredda ed intellettualistica, che trova il suo unico punto di forza in un uso della cinepresa abile ed estremamente fantasioso.
Peraltro, alcune sequenze di vigore ed intensità non comuni (quella dell'omicidio commesso dal poeta, ad esempio) evidenziano quali siano le reali potenzialità di Tran Anh Nung; per conto nostro, lo attendiamo alla prossima prova, convinti che "Cyclo" sia una pellicola di transizione, purtroppo inficiata da una evidente sproporzione fra ambizioni e risultati.

Francesco Troiano