Tempi Moderni

I film del 1995


CROOKLYN

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Spike Lee
Sceneggiatura: Joie Susannah Lee, Cinqué Lee, Spike Lee
Scenografia: Wynn Thomas
Montaggio: Barry Alexander Brown
Musica: Terence Blanchard
Fotografia: Arthur Jafa
Prodotto da: Spike Lee
(Usa, 1994)
Durata: 109'
Distribuzione home video: CIC

INTERPRETI

Alfre Woodard
Delroy Lindo
Spike Lee

Uno degli autori più sopravvalutati del cinema americano degli anni '80 e '90 è certamente Spike Lee. Assurto alla popolarità in Europa con "Fa' la cosa giusta", Spike Lee è stato subito etichettato come regista "nero", preoccupato di dare voce al suo popolo, dopo secoli d'indifferenza culturale verso la cultura e i problemi afro-americani. Tuttavia i suoi film pur essendo vitali, non sono esenti da difetti. Sceneggiature esili, spesso rabberciate, dense d'incongruenze e banalità, aspetto visivo "falsamente" d'autore, molto spesso pubblicitario, musica furba (vedi lo Steve Wonder di "Jungle Fever").
Questo "Crooklyn", ultima fatica del regista newyorkese, giunge direttamente sugli schermi televisivi, senza uscire nelle nostre sale. In America il film è stato un fiasco e la stella di Spike Lee risulta già in caduta libera, salvo colpi d'ala inaspettati.
"Crooklyn" è una commediola autobiografica in stile come eravamo, sulla Brooklyn degli anni 70'.
Carolyn Charmicael, madre di cinque figli, e' costretta ad aiutare suo marito, musicista jazz, disoccupato perche' si rifiuta di adattare la sua musica alle nuove tendenze. E' il momento infatti dei Jackson 5, della Partridge Family, di Afro-Sheen, Peace, Love e Sooooull. Troy, la figlia di 10 anni da una mano a casa cercando di tenere a bada i suoi quattro fratelli che passano la giornata a guardar TV e a far guai. Ma arriva il momento in cui la famiglia entra in crisi e tutti capiscono che per far fronte ai momenti difficili, l'importante e' restare uniti e prendere le cose con ironia. Tra una canzone e l'altra assistiamo ai piccoli drammi della famiglia Lee. Il risultato è un'operina fragile ma simpatica.

Luigia Parravano