|
CONGO
CAST TECNICO-ARTISTICO
Regia: Frank Marshall
Produzione: Kathleen Kennedy e Sam Mercer
Sceneggiatura: John Patrick Shanley,
dal romanzo omonimo di Michael Crichton
Montaggio: Anne V. Coates
Scenografia: J. Michael Riva
Fotografia: Allen Daviau
Musica: Jerry Goldsmith
Effetti visivi speciali e animazione:
Stan Winston e Industrial Light and magic
(USA, 1995)
Durata: 108'
Distribuzione cinematografica: UIP
Distribuzione home video: CIC VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Peter Elliot: Dylan Walsh
Karen Ross: Laura Linney
Monroe Kelly: Ernie Hudson
Herkermer Homolka: Tim Curry
Richard: Grant Heslov
R. B. Travis: Joe Don Baker
La contaminazione tra cinema e letteratura non conosce più limiti. Se
fino agli anni '70 il cinema si è nutrito voracemente dei grandi romanzi del passato,
negli anni '80 e '90 i romanzieri (soprattutto americani) hanno attinto a piene mani dal
cinema costruendo i loro best sellers con precisione matematica.
Michael Chrichton è l'esempio più calzante di tale genere di letteratura. Poche
descrizioni, molti dialoghi, una grande capacità di mescolare elementi della mitologia
passata con la tecnologia di cui è un abile conoscitore. Ma se i suoi libri sono senza
dubbio affascinanti e divertenti, altrettanto non si può dire di tutte le trasposizioni
cinematografiche realizzate dalle sue storie. Con Congo, poi assistiamo ad un fenomeno
quantomeno bizzarro. Un libro, ispirato alle mitiche leggende delle Miniere di Re Salomone
(e alla serie di film degli anni '50), si ritrova sullo schermo con l'effetto paradossale
di una comocità e inverosimiglianza totale, all'opposto con la "presunta"
serietà del libro.
La trama: una multinazionale americana invia una spedizione nel cuore dell'Africa nera
alla ricerca di una miniera di diamanti perfetti che dovranno servire per costruire
un'arma laser micidiale, la nuova arma del futuro. Ma la spedizione viene assalita e
massacrata da delle belve misteriose e il Presidente della Travicom invia la determinata
dottoressa Karen Ross (Laura Linney) per scoprire cosa è accaduto. Sotto falsa identità
la dottoressa si aggrega alla spedizione del Dottor Peter Elliott (Dylan Walsh), un
antropologo la cui missione è riportare nella giungla il suo amato gorilla Amy, in grado
di comunicare e parlare grazie ad un guanto computerizzato. Completano il
gruppo il misterioso Herkermer Homolka (Tim Curry) un rumeno alla ricerca della misteriosa
città di Re Salomone e dei suoi diamanti e la guida Monroe Kelly (Ernie Hudson).
Tra peripezie di ogni genere il gruppo arriverà alla città perduta e scoprirà che i
favolosi diamanti sono custoditi da un gruppo di feroci gorilla addestrato ad uccidere
tutti gli indesiderati ospiti. Segue l'inevitabile cataclisma (l'eruzione di un vulcano)
che seppellirà la città e i suoi diamanti.
Come si può intuire in CONGO non c'è nulla, ma proprio nulla, di originale e la messa in
scena di Frank Marshall non aiuta di certo la storia. CONGO fallisce totalmente il suo
obiettivo: fare paura. Marshall non è Spielberg. Se in JURASSIC PARK il geniale regista
aveva avuto l'ottima idea di scarnificare la storia per concentrarsi soprattutto sulla
paura, in CONGO Frank Marshall non riesce a districarsi nella storia e a poco a poco perde
di vista l'obiettivo principale del film: creare emozioni. Si aggiungano poi nell'ordine:
attori senza fascino, rovinati da un doppiaggio a dir poco ridicolo, battute scontate,
giungla di plastica (ricostruita in studio) e città di cartapesta. Per un kolossal da
cinquanta milioni di dollari ce n'è abbastanza da far cascare le braccia.
Maurizio Imbriale |