|
IL BUIO NELLA MENTE
(LA CEREMONIE)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Claude Chabrol
Soggetto e sceneggiatura: Claude Chabrol,
basata sul romanzo "La morte non sa leggere" di Ruth Rendell
adattamento e dialoghi di Claude Chabrol e Caroline Eliacheff
Scenografia: Daniele Mercier
(Francia, 1995)
Durata: 111'
Distribuzione cinematografica: MIKADO
Distribuzione home video: MONDADORI VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Sophie: Sandrine Bonnaire
Jeanne: Isabelle Huppert
Catherine: Jacqueline Bisset
George: Jean-Pierre Cassel
Melinda: Virginie Ledoyen
 
Nella figura retorica detta ossimoro si usa accoppiare, per forza di
linguaggio, due termini di per sé contraddittori (ad esempio, la " luce nera "
degli alchimisti).
La figura è piuttosto nota, diremmo ricorrente nel cinema di Claude Chabrol: hanno
carattere ossimorico, ad esempio, i ritratti di donna che lo popolano, dalla "cruelle
Violette" di "Violette Nozière" (1979) alla Marie di "Un affaire de
femmes" (1988), sospese tra spinte vitalistiche e pulsioni mortuarie, divise tra
confuse aspirazioni alla luce e fascinazioni irresistibili per l'abisso.
Adattando per lo schermo un bel romanzo di Ruth Rendell (edito in Italia da Mondadori), ne
"Il buio nella mente" il cineasta parigino fornisce ulteriore conferma al
discorso di cui sopra, dimidiando i termini della questione ed incarnandoli in due
personaggi femminili ad un tempo speculari e reciprocamente integrantisi: legate da una
amicizia ambigua sconfinante in una sorta di criptomonozigotismo spurio, Sophie e Jeanne
trovano nel comune disprezzo per le leggi e per la rispettabilità borghese il cemento
necessario alla propria unione ed al contempo la miccia destinata a far esplodere le furie
dell'Es a lungo represse.
Così, la splendida dimora della facoltosa famiglia Lelièvre diviene il luogo ideale per
celebrare il rito (" la cérémonie " del titolo originale) omicida, nichilista
e dissacratorio - quell'accanirsi su libri e suppellettili, a significare la natura
sottesa di vendetta di classe della strage - che la coppia porta a termine con una
determinazione ed una allegra ferocia qualificanti il loro gesto come premorale più che
amorale. Chabrol impagina magistralmente una così cupa materia, trovando in Sandrine
Bonnaire ed Isabelle Huppert le interpreti ideali per incarnare queste Thelma e Louise
ossessive, parossistiche e survoltate.
Francesco Troiano |