Tempi Moderni

I film del 1995


CAPTIVES - PRIGIONIERI
(CAPTIVES)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Angela Pope
Produttori esecutivi: Anant Singh, Mark Shivas
Produttore: David Thompson
Sceneggiatura: Frank Deasy
Musiche: Colin Towns
Fotografia: Remi Adefarasin
(Inghilterra, 1994)
Durata: 106'
Distribuzione cinematografica: UIP per RCS
Distribuzione Home video: RCS

PERSONAGGI E INTERPRETI

Philip Chaney: Tim Roth
Rachel Clifford: Julia Ormond
Lenny: Keith Allen
Sue: Siobhan Redmond
Simon: Peter Capaldi
Towler: Colin Salmon

captiv1.jpg (5845 bytes)Presentato l'anno passato al Festival di Venezia nella sezione delle Notti veneziane, "Captives" trova uno spazio distributivo sui nostri schermi con un anno di ritardo.
Ambientato in una Londra suburbana il film narra le vicende di Rachel (l'intensa Julia Ormond), un'affascinante dentista che cerca di soppravvivere alle rovine del suo matrimonio accettando un lavoro di due giorni alla settimana in un carcere di massima sicurezza. La sua esistenza tranquilla e borghese viene completamente sconvolta dall'incontro con il detenuto Philip Chaney (Tim Roth), che sta scontando gli ultimi anni della sua condanna in regime di semilibertà. Tra i due si scatena una passione sfrenata dai risvolti pericolosi poiché alcuni detenuti cercano di ricattare i due amanti per i propri loschi scopi.
captiv2.jpg (8354 bytes)"Captives" segna l'esordio cinematografico della regista inglese Angela Pope ed ha i classici difetti dell'opera prima: belle immagini, un'insolita atmosfera, ma una storia debole che si dipana (nonostante la brevità del film) in maniera prolissa e noiosa. Alla fine del primo tempo siamo ancora in una fase di esposizione ma lo spettatore ha già capito tutto e non è una buona cosa permettere allo spettatore di anticipare le azioni dei protagonisti.
Il difetto maggiore del film però sta nella scelta errata di uno dei due protagonisti principali. Per quale motivo, infatti, l'affascinante e benestante Julia Ormond dovrebbe perdere la testa per il brutto, tatuato, nonche assassino Tim Roth è un mistero che rimane tale anche alla fine della proiezione del film.

Maurizio Imbriale