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L'INFERNO NELLO SPECCHIO
(CANDYMAN 2)
CAST TECNICO-ARTISTICO
Regia: Bill Condon
Produttore esecutivo: Clive Barker
Sceneggiatura: Mark Kruger
Fotografia: Tobias A. Schliessler
Costumi: Bruce Finlayson
Scenografia: Barry Robinson
Montaggio: Virginia Katz
Musica: Philip Glass
(USA, 1995)
Durata: 99'
Distribuzione cinematografica: UIP per RCS
Distribuzione home video: RCS
PERSONAGGI E INTERPRETI
Candyman: Tony Todd
Annie Tarrant: Kelly Rowan
Paul McKeever: Timothy Carhart
Octavia: Veronica Cartwright
Premessa. L'horror e' il genere cinematografico per eccellenza.
Basandosi sulle emozioni pure (e il cinema e' soprattutto questo) un horror deve generare
emozioni allo stato puro, possibilmente senza cadere in giochetti truculenti. Hitchcock in
questo senso e' stato un maestro, basti pensare a PSYCHO dove nella scena della doccia non
c'e' una sola inquadratura del coltello sulla carne di Janet Leigh eppure tutti ricordano
con orrore quella celebre sequenza.
Per scatenare la paura bisogna sapere manipolare gli spettatori e allo stesso tempo saper
giocare col cinema utilizzando tutti gli strumenti magnifici che concede (riprese, musica,
montaggio, effetti speciali).
Questa parentesi era necessaria per dirvi che L'INFERNO NELLO SPECCHIO non e' un buon
horror e non c'e' niente di piu' noioso di un horror venuto male.
Tratto dal romanzo "The forbidden" di Clive Barker, scrittore gotico inglese
oltre che regista cinematografico, L'INFERNO NELLO SPECCHIO e' il proseguimento di
CANDYMAN, film del 1993 che aveva ottenuto un buon successo di pubblico narrando la storia
di un terrificante uomo nero di nome e di fatto (uno schiavo di colore che alla fine
dell'800 si innamoro' della figlia del suo padrone e fu ammazzato dopo atroci torture) che
poteva essere evocato ripetendo per cinque volte il suo nome davanti ad uno specchio.
Inutile dire che i poveri imbecilli che hanno osato verificare la veridicita' di questa
credenza superstiziosa, sono stati orrendamente massacrati a colpi di uncino (e questa
l'arma con cui uccide il "mostro").
Una delle caratteristiche piu' interessanti del primo film era
l'ambientazione suburbana che il regista Bernard Rose aveva dato alla vicenda
ambientandola in uno dei quartieri ghetto di Chicago.
In questo inutile proseguimento la vicenda invece si svolge a New Orleans, gia' teatro
misterioso e affascinante di quasi tutti i romanzi di Anne Rice, la splendida narratrice
di INTERVISTA COL VAMPIRO e L'ORA DELLE STREGHE. Ed e' proprio a questa scrittrice che il
regista Bill Condon sembra essersi ispirato, concentrando la storia negli ultimi giorni di
festeggiamenti del carnevale locale.
Annie Tarrant, brava maestra elementare, moglie e figlia ideale, si trova costretta a
fronteggiare l'orribile mostro che uno alla volta gli stermina l'intera famiglia. Causa
del massacro e' una squallida lite di parentela poiche' Annie altri non e' che la
bisnipote di CANDYMAN.
Il film si trascina stancamente per un'ora e mezza senza colpi di scena ne' scene madri e
la messa in scena e' praticamente ad encefalogramma piatto.
Ormai sappiamo bene che non e' possibile scampare ai sequels, specialmente nel caso dei
film di genere ma almeno in altri casi il prodotto ' risultato pari all'originale (si
pensi a ALIENS di James Cameron o L'ESORCISTA II-L'ERETICO di John Boorman).
Ci chiediamo che senso abbia realizzare un film cosi' scontato, prevedibile e televisivo.
Maurizio
Imbriale |