Tempi Moderni

I film del 1995


BIDONI

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Felice Farina
Sceneggiatura: Elena Fiorini, Felice Farina
Fotografia: Alessandro Pesci
Suono presa diretta: Bruno Pupparo, Antonio Barba
Costumi: Cinzia Lucchetti
Scenografia: Giancarlo Aymerich
Musica: Tommaso Vittorini
Montaggio: Roberto Schiavone
Produzione: Maurizio Tini, Tore Sansonetti per la Compact Srl
(Italia, 1995)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: MEDUSA
Distribuzione home video: MEDUSA VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Sandra: Angela Finocchiaro
Giuseppe: Giuseppe Cederna
Riccaro: Daniele Liotti
Pasquale Giulivi: Gioele Dix
Simona: Ottavia Piccolo
Fausto: Victor Cavallo
Giudice Faccini: Anna Melato

bidoni1.jpg (8405 bytes)Masochisticamente intitolato "Bidoni", il settimo lungometraggio di Felice Farina sembra porsi all'estremo opposto dei "I Buchi neri" nel panorama del nuovo cinema italiano. Mentre il film di Pappi Corsicato punta tutto sullo stile a scapito della costruzione narrativa, "Bidoni" sacrifica tutto al meccanismo della storia, eliminando qualsiasi intenzione stilistica.
In realta', dietro a questo rispetto apparente delle regole drammaturgiche, si celano gli stessi pregiudizi nei confronti del racconto cinematogafico che animano l'opera di Corsicato. Per Farina come per Corsicato, stile e racconto sono incompatibili; e quindi bisogna scegliere tra l'uno e l'altro, a seconda del genere cinematografico che si tocca, o della propria situazione nel mercato.
Il film di Corsicato rientra nel neo-genere del film "d'autore", un genere vero e proprio con i suoi modelli e le sue regole, la prima delle quali e' il primeggiare della soggettivita' dell'autore; il film di Farina e' invece una commedia, la cui prima regola e' quella del rispetto di un meccanismo narrativo per giungere al risultato minimo che una commedia esige: far ridere il pubblico.
Si ha la sensazione, accostando i due film, che Corsicato goda di una situazione privilegiata che gli permette di comportarsi nel mercato cinematografico con disinvoltura, di togliersi la camicia e i pantaloni senza il timore di essere cacciato; mentre Farina da' l'impressione di sentirsi ormai a disagio, e di aver indossato l'abito buono per farsi accettare, ma sbagliando misura. Il suo film e' una commedia "complessata" e un po' "parvenue", che si sforza di seguire i meccanismi classici della commedia, senza pero' crederci troppo, e, non prendendo sul serio il genere al quale vuole appartenere, finisce per tuffarsi a capofitto nei cliche' piu' grossolani, scambiandoli per regole obbligate della commedia.
bidoni2.jpg (3903 bytes)Quando, per esempio, il protagonista si traveste da carabiniere per entrare in un'ufficio sotto sigillo giudiziario, per poter recuperare un microdisk contenente la chiave di tutto - il cosiddetto Mac Guffin - ovvero in un momeno cruciale della storia, Farina non si preoccupa minimamente della verosimiglianza: il suo protagonista supera l'ostacolo senza destare il minimo sospetto nei carabinieri che fanno la guardia all'ufficio, mentre lo spettatore non rallenterebbe nemmeno con la macchina se scorgesse Cederna con l'uniforme dei Carabinieri intimargli di fermarsi per un controllo stradale. Questa mancanza di rigore, che appare soprattutto nell'ultima parte del film, e' fatale all'intera costruzione. Farina pensa probabilmente che la commedia non si cura della credibilita'. Questo e' vero, ma solo se fin dall'inizio il film si presenta sotto questo profilo. In "A qualcuno piace caldo" (tanto vale prendere ad esempio dei capolavori), le peripezie dei due protagonisti sono inverosimili se le si analizza sotto il profilo della logica realistica, ma lo sono fin dall'inizio, perche' fin dalle prime scene Wilder caratterizza il suo film come una commedia burlesca.
"Bidoni", invece, si apre come una commedia di costume con un'impianto e un'ambientazione realistica; scostarsi da queste intenzioni di partenza significa non solo tradire lo stile del film (vale a dire la coerenza delle situazioni e del comportamento dei personaggi in base alle regole del gioco poste all'inizio), ma significa anche rifilare allo spettatore un... bidone.

Gianguido Spinelli