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IL
BACIO DELLA MORTE
(KISS OF DEATH)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Barbet Schroeder
Sceneggiatura: Richard Price,
tratto dalla sceneggiatura omonima del 1947 di Ben Hecht e Charles Lederer
Fotografia: Luciano Tovoli
Scenografia: Mel Bourne
Costumi: Theadora Van Runkle
Montaggio: Lee Percy
Musica: Trevor Jones
Prodotto da: Barbet Schroeder, Susan Hoffman per la 20th Century Fox
(USA, 1995)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: 20TH CENTURY FOX
Distribuzione home video: FOX VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Jimmy Kilmartin: David Caruso
Calvin: Samuel L. Jackson
Little Junior: Nicolas Cage
Bev: Helen Hunt
Rosie: Kathryn Erbe
Frank Zioli: Stanley Tucci
Ronnie: Michael Rapaport
Omar: Ving Rhames
Big Junior: Philip Baker Hall
Jack gold, l'avvocato: Anthony Heald
L'inizio e' fulminante: un lungo piano sequenza percorre un quartiere
malfamato di New York che fa da sfondo alla vicenda. Jimmy Kilmartin e' un uomo che sta
costruendosi faticosamente una nuova vita assieme alla giovane moglie e a una figlia
adorata. Una sera, pero', i fantasmi del passato lo tornano a trovare. Suo cugino Ronnie,
un balordo che commercia auto rubate, lo supplica di aiutarlo in un lavoretto che scotta.
E' l'inizio di un incubo.
Arrestato dalla polizia, Jimmy viene condannato a tre anni di galera. Ora si trova tra
l'incudine e il martello. Deve spifferare al procuratore distrettuale i nomi
dell'organizzazione per cui ha lavorato, rischiando di mettere a repentaglio la vita dei
propri cari, oppure tacere restando tutta la vita con la polizia alle calcagna? Ispirato
all'omonimo film del 1947 di Henry Hathaway, IL BACIO DELLA MORTE parte bene, per poi
rallentare e incunearsi in una sceneggiatura alambiccata percorsa da personaggi
parodistici (su tutti, quello di un cattivissimo Nicholas Cage che si ispira al Dennis
Hopper di VELLUTO BLU, senza riuscire pero' a fare paura). Peccato, perche' da uno
sceneggiatore come Richard Price, autore di pregevoli sceneggiature tra le quali
ricordiamo quella de IL COLORE DEI SOLDI di Martin Scorsese, e un regista come Barbet
Schroeder c'era da aspettarsi di piu'. Il film, invece, si consuma lentamente, scivolando
in un brutto telefilm, fino a concludersi con un finale goffo e impacciato. Evidentemente
a Schroeder sono piu' congeniali le atmosfere misteriose ed inquietanti de IL MISTERO VON
BULOV (REVERSAL OF FORTUNE), che il genere noir.
Maurizio
Imbriale |