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AMICHE
(CIRCLE OF FRIENDS)
CAST TECNICO-ARTISTICO
Regia: Pat O'Connor
Produzione: Frank Price, Arlene Sellers, Alex Winitsky
Co-produzione: Kenith Trodd
Direttore della fotografia: Ken MacMillan
Produttore esecutivo: Terry Clegg
Scenografia: Jim Clay
Montaggio: Jim Jympson
Sceneggiatura: Andrew Davies
Tratto dal romanzo"Circle of Friends" di Maeve Binchy
Musiche: Michael Kamen
Costumi: Anushia Nieradzik
(Inghilterra, 1995)
Durata: 105'
Distribuzione cinematografica: LIFE
Distribuzione home video: Buena vista home video
PERSONAGGI E INTERPRETI
Jack: Chris O'Donnell
Benny: Minnie Driver
Eve: Geraldine O'Rawe
Sean: Alan Cumming
Nan: Saffron Burrows
Aidan: Aidan Gillen
Simon Westward: Colin Firth
Dan Hogan: Mick Lally
Dottor Boyle: Stanley Townsend
Professor Flynn: Ciaran Hinds
Un'educazione sentimentale ambientata nell'Irlanda
del 1957. E' questo il soggetto di AMICHE, il film di Pat 'O Connor, già autore di
UN'ESTATE IN CAMPAGNA, che vede come protagonista il giovane Chris O'Donnell, nuovo
beniamino del pubblico adolescenziale americano.
Una storia, dunque, per niente originale, anche se tratta da un romanzo di successo,
"Circle of Friends" di Maeve Binchy.
Nella Dublino e dintorni, ai confini degli anni '60, mentre in America furoreggiano Marlon
Brando e James Dean, assistiamo all'evoluzione sentimentale e affettiva di tre giovani
ragazze, Benny, Eve e Nan alle prese coi loro problemi giovanili (per lo più sessuali) in
una cattolica e bigotta Irlanda del sud.
Nan, la ragazza piu' affascinante e sensuale, di origini modeste,
s'innamora di un conte inglese squattrinato (Colin Firth) che, dopo averla messa in cinta
vorrebbe farla abortire; Eve, invece, e' un'orfanella allevata dalle suore senza grilli
per la testa che riesce a superare ogni ostacolo senza angustie eccessive; Benny, infine,
la piu' esuberante, e' innamorata di Jack (Chris O'Donnell, appunto), il campione della
squadra di rugby del college. ed e' proprio su questi ultimi due personaggi che si
concentra la storia, illustrandoci il loro rapporto, dapprima gioioso, quindi travagliato
e doloroso ma destinato ad un sicuro lieto fine. Il soggetto e' scritto bene, gli attori
si muovono con disinvoltura e la musica d'epoca dei Chieftains e di Michael Kamen,
arricchite dai classici come "Love is a many splendored thing", contribuiscono a
dare un'atmosfera particolare al film. Purtroppo, però, la sensazione e' di vedere sullo
schermo cose già viste e fatte almeno mille volte, ed è questo il difetto maggiore del
film.
Maurizio
Imbriale |